Oceans...
my glass mask   
sabato 7 novembre 2009
Incespicanze (3/4)

La bambina ha gli occhi neri di fuliggine, l’aria quieta e impolverata di chi non è curata abbastanza: non è l’aspetto, è il modo di muoversi, di guardarti in tralice e percepire subito le cose.
Non posso seguirla tutto il tempo ma lei non me lo chiede, non se lo aspetta. Mi chiede soltanto, mentre ci sono, di prenderla: prendere quello che mi dà, i suoi racconti, il suo tempo, le sue confidenze. Di prendere i suoi pastelli per disegnare con lei, sperando che io faccia un disegno migliore del suo perché, fosse solo per un’ora, ha bisogno di qualcuno di migliore.
Non è facile dare, lasciare che qualcuno si appoggi, perché prima devi essere e se il tuo essere in quel momento è un'incespicanza... be', devi ritrovare il passo.
Ho conosciuto persone che usavano sempre troppi paroloni, e poi? Vedi delle foto di una persona a distanza di tempo e la ritrovi uguale a prima: le stesse righe nei maglioni, le stesse espressioni, gli stessi capelli. Le stesse pose nelle foto con la nuova ragazza di quelle che aveva con la precedente. Com’è possibile restare uguali, restare immobili? Tanta misera linearità, com'è possibile che si convinca di avere qualcosa da dare, di poter amare? Come puoi passare attraverso le cose che ti succedono così indenne?
Anche il ragazzo due giorni fa in palestra aveva paura di qualcosa. Quello che correva più veloce di me, nella stanza rossa piena di specchi e riusciva ad essere bello anche sotto la luce impietosamente artificiale. Correva come se scappasse da qualcosa, senza il tempo di fermarsi a ciarlare, sbuffando per immagazzinare aria.
Ma va bene la paura. Significa che ti accorgi.
Allora mi sono fermata, ho respirato.
Ho iniziato a scegliere ogni giorno un colore diverso per la mia giornata: i vestiti, il trucco, l’umore sono diventati viola, verdi, blu.
Ho comprato una sciarpa che fa quasi da maglione, perché se una cosa che il Tomtom aspetta sono quei brulè con cui scaldarsi nel freddo pungente dell’inverno che troverà al suo ritorno, posso dargliela. Anche se è una cosa piccola. Anche se il gelo mi terrorizza. Perché se lui non fa parte della mia quotidianità, allora comprerò una sciarpa e farò parte della sua.
E poi, poi ho pensato che erano passati 4 anni.

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giovedì 10 settembre 2009
"1, 2, 3, 4, 5 10 100 passi"

Da quando lì a Jumanji sono arrivati in regalo il gin, la sambuca e una gentile collaboratrice, il Tomtom latita.
Così io corro di nuovo.


(però, in memoria dei vecchi tempi, ho messo qualcosa di bianco)

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mercoledì 20 maggio 2009
C'era una volta
C'era una volta N,
che trovando un giorno una bella gonna in un armadio esclamò: "Ma toh, come mai non la usavo l'anno scorso che è così pratica?". Siccome era una ragazza giusta N riparò al torto e la indossò, e per i seguenti 15 minuti fu molto felice. Poi giunse il momento di salire in macchina, e siccome era una ragazza aperta improvvisamente capì perché le geishe non guidano.

Ma N era una ragazza furba, quasi ninja, e imparò presto che sollevando le gonne ad una discreta ed elegante altezza ascellare poteva sentirsi meno impacciata nei movimenti: siccome era proprio una ragazza sveglia, imparò ancora più presto che la cosa poteva risultare estremamente gradita a tutta la squadra di operai della Valsugana di fianco a cui l'aveva destinata a fermarsi il simpatico semaforo.
Ma N era una ragazza moderna e li salutò con un sorriso, ed era forse per questa sua naturale ritrosia che Vaniglia le disse che non voleva che in palestra lei, ragazza graziosa, parlasse ad altri che a lui. Se questo non bastasse a dimostrare che del di lei carattere aveva compreso perfettamente ogni cosa, siccome N era una ragazza laboriosa, le aveva anche chiesto che gli preparasse con le sue mani una gustosa cenetta.
(...Eppure qualcosa, per sbaglio, doveva pur averlo inquadrato se con lei continuava imperterrito a fingere di non essere stato un tronista)
Poi N, che era una ragazza affezionata, tornò alla sua amata casetta ove potè finalmente spogliarsi di tutti gli orpelli (poiché era una ragazza semplice) e rilassarsi, rilassarsi così tanto che quando volle inoltrare al Tomtom una mail di IfP con relativo -ironico- commento, visto che era una ragazza sincera il suo rilassato subconscio ninja pensò bene di inoltrare la mail su IfP a IfP.
Ma N, che non si perde mai d'animo, neanche quando i coinqui impazziscono improvvisamente e offensivamente, si sente lo stesso una ragazza fortunata...
...Perché nessuno l'ha mai chiamata con quel soprannome che finalmente non è più la sola a considerare (specie per un adulto) "francamente imbarazzante".

E se ci ha provato, non è più vivo per raccontarlo.

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domenica 22 marzo 2009
Il mare che spesso ci minaccia

"Il mare che spesso ci minaccia talvolta è anche misericordioso.
Ingiustamente l'avevo maledetto.
"

W. Shakespeare -La Tempesta


Il mare che a volte ci minaccia, serve a farci capire. Se sappiamo guardarlo negli occhi - non dico come Achab, basterebbe un pesce.
(Talvolta capita che serva, dice Shakespeare. Dice anche Brezsny.
)
Talvolta inciampi in un momento di crisi, un momento di paura, di piccolo dolore, un momento che stride come un cluster (sui tasti in fondo al pianoforte).
E qualche volta, ma solo qualche volta, capita che questo incespicare ti permetta di vedere cose che passavano avanti.

Sì che è stato un momento in salita. Sì che un poco le ginocchia me le sono sbucciate. Ma poi ho riguardato momenti passati che suonavano armonici e piani, momenti-cerotto, momenti poi insipidi, inutili, rinchiusi, turistici, comodi, bambini. Ho ripensato a quello che credevo fossero, a quello che ora so che non erano. E a quello che so che erano. Momenti di verbi. Momenti sottili, sguaiati, mediocri. Momenti seduti.
Ho ripensato al mio viaggiatore che sbaglia e scivola e poi ci mette la faccia, senza mentire, senza perdere tempo; che ha le spalle forti senza palestra, e mi sono proprio sentita fortunata, forse anche un po' brava.


(Canzone del giorno: Respect the wind - Van Halen)

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domenica 8 febbraio 2009
Recupero 2 - Sassolini. Marta.
Dimmi, sono ancora una persona che fa girare l'ombrello mentre piove, e corre di nascosto nei corridoi?
Non mi servono fotografie per pensarti, non mi serve dire il tuo nome, in questi giorni in cui sembra che l'universo cospiri per farmi pensare a te.
Come se ce ne fosse bisogno.
Mio cugino, il fratello di Diletta, si sposa. Si sta ponendo il problema del testimone e così mi è venuto in mente che io non ce l'ho più, il mio testimone.
Ho trovato a tradimento delle foto di Giulia con la Rena: erano nell'album di una ragazza che neanche conosco ma è amica del Tomtom e sua sorella... è pazzesco come tua sorella riesca a sbucare ovunque, dove meno te l'aspetti!
Sai, c'è E che torna a pensare all'amore. Forse non dovrei dirlo a te ma sono dannatamente contenta per questo... ma anche profondamente triste all'idea di chi è la persona a cui pensa. Mi chiedo cosa ne diresti tu, dopo quello che mi avevi confidato. Ti senti triste?
C'è anche questa ragazza che mi parla di quello che farà con la sua quasi-sorella... ed io non riesco nemmeno a risponderle, perché conosco così bene quella parola ancora!

Allora non m'importa di come ha provato a ferirmi chi nel nostro mondo non c'è entrato mai. Non nel tuo, non in quello di Giulia, anche se avrebbe voluto.
Non nel mio.
Non m'importa se mesi fa ha tentato ancora una volta di forzare porte che trovava chiuse. Porte che, in fondo, mi rendo conto di non aver mai pensato di volergli aprire. Io so qual è l'ultima cosa che hai detto tu, e so qual è l'ultima cosa che ha detto lei.
Erano per me.
Che m'importa delle persone piccole, delle frasi piccole? Che m'importa delle pause, o se ci abbiamo messo di più a capirlo? So quello che siamo. So di essere ancora, nonostante tutto, una persona che fa girare l'ombrello mentre piove e corre di nascosto nei corridoi. So che mi fermo a guardare gli aerei e le gocce d'acqua.
E' quello che sono. Ed è quello che siamo sempre state.

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giovedì 7 agosto 2008
Interruzione dei programmi
Certe volte basta poco.
Be', altre volte quel poco in realtà è molto di più.
Non ho più voglia di continuare il giochino dei ricordi, anche se uno o due post ancora ci stavano. Anche se avevo qualche dialogo divertente da postare, tipo "Scusi qui è neurologia?" "No guardi noi qui facciamo i bambini".
In compenso certe persone sono così forti che ti fanno rantolare, e mancare il fiato, e fanno male senza accorgersene. Certe invece sono così deboli che sono stronze e basta.
Così oggi mi sono chiusa in bagno due minuti, perché nessuno, entrando nel mio ufficio, potesse vedere che stavo piangendo.

E' che ieri ero stata lì lì per tutta la sera. Bastava una goccia.
E stamattina la goccia è arrivata.

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sabato 28 giugno 2008
Approcci schiaccianti - 14
Momentanea conclusione (solo per oggi, eh..) della Saga, seguendo il post n.13
e con citazione del n.11

Udv: ma se stai con un altro perché quel tizio ti stressa ancora?
N: quale tizio..
Udv: quello con cui stavi.
N: e tu come lo sai??
Udv: VANNA MARCHI!!!

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martedì 24 giugno 2008
Due ex e una birra
...Bionda, chiaro. Lo Scrittore e Stalky a confronto.

St: Cosa fai nella vita?
Sc: Studio (dovrei) scrivo suono
St: Ma dai, io.. Studio (dovrei) scrivo faccio teatro
Sc: Abbiamo anche la stessa ex in comune.. Fa curriculum!


Mi sa che la birra me la bevo io..

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sabato 21 giugno 2008
Tutto intorno a me
Il post Lettera a Stalky ha ormai superato i 70 commenti. Mi sento come uno di quei blog famosi che tutti si linkano e su cui tutti vogliono commentare, magari per primi perchè così anche gli altri li leggono, che in questo strano mondo commentare il blog giusto ti rende un po' una celebrità per proprietà transitiva.
Penso che mi stancherei presto, e ne farei un altro più nascosto: in fondo mi piace l'idea che lo leggano in pochi, questo cantuccio, mi piace che sappiano di cosa parlo, è molto arancione come cosa e non lo so come un colore posa definire il concetto che ho in testa, eppure è così.

Anche Amir lo legge per tenersi informato. A lui piace spiegare che il suo nome significa Principe, ma dato che è tutta ieri che mi definisce pacco in carico ora spiego al mondo (...) che in realtà si chiama Marm, principe Marmellatai. L'ho aggiornato recentemente su certe mie vicende e non vuole più raccontarmi niente di lui, perché dice che non può reggere il confronto con la follia che aleggia tutto intorno a me (da leggere con accento vodafone).
Per esempio. Ieri ho messo giù il telefono con lui mentre ero alle poste e faceva proprio caldo ed erano le due passate e volevo andare a mangiare e dormire, dato che la mia nottata era stata un centralino della SIP. Ho salutato la Signora dello sportello, buongiorno. Le ho chiesto di fare un prelievo, lei mi ha dato i moduli e si è presa la mia patente (non proprio uno scambio equo).

S: HA!!!
N: ..Prego?
S: Adesso ho capito!!!
N: C'è qualche problema?
S: Io so chi sei.
N: ...
S: So di chi sei figlia!
N: Ehm, che coincidenza.. anch'io..

Dopo avermi ricordato chi sono mio padre, mia zia, mia cugina e l'assistente alla poltrona del mio dentista, mi ha salutato con affetto.
Però non mi ha mica sganciato 50 euro in più. Le avrei voluto bene pure io.

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giovedì 19 giugno 2008
Lettera a Stalky

Caro Mauro,
mi fa piacere che anche per te gli esorcismi funzionino; forse in questo modo potrai capire i miei.
Io, vedi, non ho mai voluto che tu spaccassi per me ogni sasso del mondo. Eri tu ad esserti ritagliato la parte di Mr.Fantastic, io ti chiedevo di esserci. Perché sono ancora convinta che, dopo i 15 anni, l'amore non basti. Non basta, Mauro, se l'amore sono un sacco di parole da harmony, belle sì, ma che non sono vita. Penso che un giorno, quando lavorerai, quando avrai troppo poco tempo per poter seguire tutto e dovrai capire quali sono le cose per te importanti, quando ti capiteranno certe cose per davvero e non nei tuoi pensieri, capirai. Certi dolori per cui non puoi scriverci una poesia e farti rispondere "mi spiace per te", perché non è giusto verso chi quei dolori li ha vissuti davvero, sulla pelle, come acido. Hai detto che hai cominciato a darti da fare, e sono contenta per te.

Poi questo è il tuo blog e ci sono i tuoi pensieri, in cui non entro. Mi hai detto per cento volte cento cose diverse l'una dall'altra, e sai come la penso al riguardo: per cui ne resto fuori.
Anche se ora esorcizzi. Anche se ora provi a cambiare le carte in tavola.
Mi dispiace, Mauro; è che le prove di carattere, di coraggio, non si danno sui blog.. non si danno a parole. Si danno ogni giorno, e si chiama olio di gomito. E' più facile fare gli eroi su un blog che le persone nella vita.
Ma questo è solo quello che penso io, e ognuno ha il diritto di fare le sue scelte così come io ho il diritto di sentire che la mia coscienza è pulita come quella di un bambino. Quindi se a te serve consolarti con dei "molto prima" inesistenti non sono qui per toglierteli, ognuno ha i suoi modi per uscire dalle cose. L'importante è riuscirci. Se vuoi usare quello che è successo fra noi in questo modo per sentirti meglio, leccarti le ferite, è una tua scelta e come tale la rispetto. Non ti "aiuterò a pensarla in altro modo", non proverò a convincerti, perché penso ci siano cose che devi risolvere da solo.
I tuoi dubbi, non spetta più a me chiarirli. Non funziona così, che io ti convinco e tu diventi mio amico: non scommetti su una partita quando sai già il risultato. Si chiama "troppo facile".

E poi, se posso essere sincera, c'è da dire che appena ti provo a seguire e ti rispondo tu inizi a tormentarmi in un modo che in questi mesi di lontananza mi ha quasi spinta a chiamare i carabinieri due volte; se invece non ti rispondo t'incattivisci improvvisamente sulle mie responsabilità e allora beh, sai che c'è, non ci siamo. Qualcosa non va.
Penso che avremmo potuto, in tutta questa situazione spiacevole, imparare qualcosa. Non è stato così. Pazienza.
Io chiudo il capitolo, e ti chiedo per favore di rispettarlo.

Ti auguro buona fortuna.




(in risposta, fra le altre cose, al suo post)


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venerdì 13 giugno 2008
A trent'anni
Qualche anno fa c'era una poesiola che avevo scritto, niente di che, diceva che "Non ero stata fra le urla di quell'Undicisettembre" eccetera, e concludeva che siccome nella mia adolescenza non avevo avuto problemi reali, un po' come tutti gli adolescenti "Ho dovuto immaginare le contraddizioni/ per mettermi in salvo".

A una certa età è normale. Ad un'altra, magari, no. Ad un'altra, se ancora ti crei dei problemi assurdamente giganti all'interno della tua testa, è perché non hai niente da fare nella vita.

Ad un'altra, se continui ad usare una persona come scusa per tutti i tuoi problemi, perché non ti laurei, perché ti fai le tizie di cui non ti frega nulla, è perché dovresti rimboccarti le maniche ed imparare una volta tanto che diciotto pagine di parole, belle parole, non creano un fatto.
A trent'anni non mi vieni a dire che se ti sei trombato questa tizia mentre venivi a chiedermi di tornare insieme non è perché sei incoerente ma perché lo facevi per fare un favore a me, per cercare di non disturbarmi. Sei grande abbastanza per dire la parola "sesso" e non usarmi come alibi.
Oppure, ancora, non lo sei. Ma questo adesso è un problema tuo.

A trent'anni uno dovrebbe anche essere grande abbastanza per non usare le persone come giocattoli dei suoi capricci, che finché fanno quello che vuoi sono perfette e adorabili e vuoi loro tanto di quel bene che non immaginano, e poi appena c'è un problema le elimini dalla tua vita senza neanche prenderti il disturbo di avvertirle, come una Campanellini qualunque. Senza preoccuparti di quanto puoi ferire una persona in questo modo.

Ma anche di queste due persone è fatta la mia vita.

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giovedì 5 giugno 2008
Sedicinoni nel cellophane
Ho rivisto dopo parecchio tempo il giovin Flo che, oltre ad essersi allargato in 16:9, era anche un tantino inquietante. Miti che cadono così, ma che razza di mondo.. fortuna che resiste Mr.Charming per noi poveri studenti! Anche se.. anche se.. la voce del Florencio è qualcosa di incomparabile! Può dire "tesina", "cambio fonologico" o "cacca", ma è la voce del giovin Flo che lo dice. Tutta un'altra storia!
In compenso ho salvato la vita a Felipe. Come disse qualcuno, è bastato controllarmi. Mi sono voltata così in fretta, quando ci siamo incrociati, che gli ho dato il tempo di salutarmi solo con un gesto della mano e non ripetendo quel "Ciao biondina" per cui avrei necessariamente dovuto ucciderlo.
Non è che sia stato l'unico suicida, oggi. Stalky ha scoperto la sua versione Mc qui dentro, e senza che questo gli potesse aprire le porte della mente sull'universo in cui l'avevo dovuto ficcare per cercare di esorcizzare il modo in cui mi stava facendo impazzire, ha ripreso la sua attività preferita: le parole.
Mentre diceva di voler passare ai fatti, riempiva di nuovo la mia vita di parole.
Sarà che ultimamente sono abituata alla carta vetrata, come chiama la Vale certe persone che conosciamo noi. Non a tutte queste parole. Mi sembra di avere di nuovo quindici anni.

A proposito di Vale e di sedicinoni, oggi lei, il Babu ed io abbiam gozzovigliato con un sacco di dolciumi schifosissimi (la parte triste è che non riesco più a finire subito tutto il sacchetto come una volta..), ci siamo sbizzarriti in negozietti sciocchi e poi, come colpo di grazia, siamo andati da Feltrinelli. Il che implica che devo prelevare. Ho cinque miseri euro nel portafoglio.
In compenso ho di fronte a me un Libro dell'inquietudine di Pessoa (lo so, lo so.. come ho fatto a non prenderlo prima?), In fuga di Alice Munro e.. beh, e un regalo.
Ovviamente non impacchettato. Lo raccontavo ieri, la mia parte preferita nel comprare qualcosa è di farmelo incartare se è per me, perché la soddisfazione di scartarlo come qualcosa che ti sei guadagnata, come una coccola, è indescrivibile. E di fare il pacchetto da sola se è per qualcuno, perché un regalo impacchettato dal negoziante e non da me, almeno nell'idea, è più o meno come mangiare un panino ancora avvolto nel cellophane.

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giovedì 29 maggio 2008
Come il formaggio con le pere
La bimba (che dovrei ricordarmelo, ha 12 anni ormai..) mi è tornata da Roma con un bracciale pieno di borchie puntute ed il ciuffo, specificando soddisfatta: "Hai visto? E' come il tuo!"
Sto creando un mostro.
A proposito di bimbi questa mattina ho visto passare in bici un compassato medico di chirurgia che cinguettava intensamente. Davvero. Pedalava fra mille "cip cip cip" guardandosi in giro. Solo più tardi ho scoperto che altro non faceva se non divertire il mininipotino al telefono.. Allora ho pensato a Deborah ieri sera, che si ritraeva disgustata di fronte alla prospettiva di bambini, e per certi versi la capisco (ha anche un'età che porella non glielo auguro), però sarà che io coi bambini ci sto come il formaggio con le pere, mi ha rischiarato la giornata il fatto che una bestiola possa rendere qualcuno così Siocco da cinguettare sul posto di lavoro!

Ho nominato ieri sera: cioè quando sono stata chiamata foca dall'ex GC (Grande Capo, che tanto grande non è insomma..), quando hanno chiesto al Babushka se ero malata, non so se per via del peso, del colorito o delle contorsioni per la schiena. Quando io e il Babu stavamo scassinando per sbaglio la porta della bottega per chiedere informazioni su persone scomparse che non avremmo saputo descrivere. Insomma, IfP.
Il momento più carino però è stato quello con la Vale. La scena: io, Vale, Deb, Mirko, Babu al tavolo del pub per prepararci psico-etilicamente all'incontro.

N: Allora, alla cena di sabato chi siamo?
V: Già! Novella tu vieni col moroso*?
N: (rovesciando il bicchiere che non c'è) Coff!!
B: (molto divertito) Dipende, quale?
N: (con occhi baluginanti di fuoco) Ehmm.. io non ho più il moroso, Vale.
B: (sempre più divertito.. morirà contento) Non quello, almeno.
N: (con calcio rotante sotto al tavolo) Coff!!!
V: Uhm, ho detto qualcosa di sbagliato mi sa.
N: Ma no ma no, ordiniamo? Io prendo OTTO spritz!!

*intendeva Stalky, NdA

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martedì 6 maggio 2008
L'Antro della Salvietta - 2
Stalky è di una coerenza commovente in questi giorni (questi 548 giorni). La sua psicosi è inarrestabile. Questa notte, però, è riuscito a farmi fare una grassa risata e ciò è bene. E non ho più voglia di parlare di lui nel blog e ciò è molto bene.
Uno spazio a parte, invece, merita il commento della Salvietta.

S: In effetti forse c'è bisogno di più chiarezza, è un uomo
N: Mmm
S: ..Io gli manderei una foto con il dito medio
N: XD

E vi chiedete perchè amo questa ragazza..?

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venerdì 25 aprile 2008
Le paperelle sono un buon motivo per sentirsi felici?
Giornata faticosa.. in ogni senso. Mentale, fisico. Positivo, negativo. Difficile farne un bilancio.
Sono stata a Treviso col Babushka, ero abbastanza sicura di non trovarci Stalky quindi sono riuscita a godermi la giornata, anche se un paio di momenti di panico li ho avuti. Tipo da Armand quando schizzavo dalla sedia ogni volta che lo vedevo guardare fuori: ero talmente tesa che ad un certo punto, mentre mi passava di fianco per riportare un giornale (e chiedetegli quale..) ho pensato "Ma toh, uno che somiglia al Babushka!"
Al di là di questo è andata molto bene. Bello l'inizio perdendosi, scattando foto, scovando papere e mulini. E' stato anche bravo a farmi stare tranquilla, perchè diciamocelo, nonostante lui abbia provato a convincermi che le paperelle oggi erano un buon motivo per sentirsi felici, ne avrei avuti abbastanza per intristirmi tutto il tempo.
Persone che senti di perdere, con episodi che ti fanno stare di un male cane quando chi li provoca neanche se ne accorge. Preoccupazione per persone di cui senti all'improvviso la responsabilità, ed è una responsabilità grande. Canzoni. Persone che impazziscono trascinandoti nel loro vortice mentale. Rivelazioni di sentimenti palesi per chiunque tranne che per te. Detta così sembra la vita dell'Uomo Ragno.
Però ho rivisto Filippo oggi, cosa non esattamente scontata essendo lui il migliore amico di Stalky. E sapeva di buono, di casa, di nostalgia; sono stata estremamente felice di rivederlo, il Bibo: mi era mancato. E' anche stato gentilissimo, e questo da un lato mi ha molto risollevata, anche se dall'altro mi sforacchia di malinconia sapere che c'è una persona che vorrei continuasse a far parte della mia vita ma insomma, è difficile.
In compenso col Babushka un po' di perle sono state create ugualmente. Eravamo in sintonia oggi. Del tipo che siamo riusciti ad incrociare per 3 volte lo stesso ragazzo e per 3 volte a fare lo stesso commento nello stesso istante. O, tanto per finire in bellezza, davanti a una farmacia omeopatica (credo) che teneva all'ingresso una zucca molto grossa e molto arancio:

B: Ma che proprietà misteriose ha la zucca?
N: Diventa una carrozza quando meno te l'aspetti!

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lunedì 14 aprile 2008
Carriere brevi
Chiunque mi volesse bene giovedì, oggi ha cambiato idea.
Mi sveglio e accendo il piccì per notizie elettorali (fino a mezzodì ridotte a una media di 2,3 minuti a tiggì.. nessuno lo trovava strano?) ma trovo una mail di Stalky. Bel modo di cominciare la giornata.
Non che nella settimana appena trascorsa fosse stato in clausura, anzi era fiorito rigoglioso, ma stavolta è tornato alla modalità "stronza-sei-una-brutta-persona" e "non-meriti-niente-perchè-non-mi-vuoi".
Insomma, arrivo all'E.R. già debilitata mentalmente per questo e chi è la prima, dico prima persona che mi passa davanti e mi sorride? Chiaro. Credo di aver risposto al saluto con un filo di voce che neanche paperino dopo che gli hanno tolto le tonsille.
Scrivo tutte queste belle cose molto serie perchè questa sera, probabilmente, piangerò. Il cielo già ha iniziato, sentendo il Silvio avvicinarsi. Sto monitorando tutti gli exit poll che trovo, fra poco seguirò con interesse anche le elezioni del rappresentante di condominio in cui si sfidano la signora Pasqualina e Peppe di Carmagnola. Allora ne approfitto per aggiornare gli approcci tipici: se Novella, colta da disperazione, cercasse l'anima gemella in rete.

Chat 1
N: Ciao
UdV: Zià! Da dove dgt? Sn emoz xkè hai 1 foto fantastika, bella bionda! 6 libera?
N: TUU.. TUU.. TUU...
_________________________________________

Chat 2
N: Ciao
UdV: Ciaobbella, li vuoi vedere i miei pettorali in webbcamm?
N:
TUU.. TUU.. TUU...
_________________________________________

Chat3
N: Ho letto che ascolti (x), hai il nuovo album?
UdV: Chiaro! Cioè, lo preso sabato!
N: TUU.. TUU.. TUU...
_________________________________________


Come vedete, è una carriera breve.

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martedì 8 aprile 2008
Cambiare sesso
Oggi mia madre ha ricominciato a parlarmi. Per dirmi che sono cattiva, non l'ho avvertita del compleanno di Stalky, poverino. Lo sciopero del silenzio mi manca già.
Lui, in compenso, mi chiede se allora deve mettersela via..
..mi sto seriamente domandando se in tutti questi mesi gli ho parlato in altre lingue senza accorgermene. A volte mi capita. Per esempio: non riesco più a dire verde in italiano. Berde. Bamos. Florencio!
Per sicurezza mi sono preparata uno specchietto da portare appeso al collo, una cosa tipo:
Mi pareva chiaro
¡Me parecìa claro!
It seemed clear to me
Мι σημβραυα χιαρω
MIHI VIDEBATUR CLARUM
Il coinqui mi aveva anche ispirato una risposta più drastica, tipo "Ho cambiato sesso."
Nel frattempo combatto certi pensieri malinconici arrivati di soppiatto in treno con una gustosa scenetta della riunione di ieri. La situazione: io dentro con le mamme, sto parlando con la mamma di Lucia (ML). Mentre parlo il Babushka (B) esce in corridoio per controllare Manuel.

N: Guardi signora, le assicuro che noi non alziamo la voce con i bambini...
B: MANUEL! GUARDA CHE TI VENGO A PRENDERE IO, EH!
N: Personalmente ritengo che ascoltino con più attenzione quando...
B: MANUEL! TI HO DETTO DI FERMARTI!
N: ...parlo piano e spiego loro che se continuano a gridare non mi sentiranno...
B: MANUEL, BASTA!!!
ML: ...
N: ...il maestro B. viene da scuole con bambini difficili...

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lunedì 7 aprile 2008
Post Scriptum

Dimenticavo.. e McStalky che mi manda sms per il suo compleanno??


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giovedì 3 aprile 2008
Terapie, acqua e strani giochini
Giornata fiacca: niente E.R. né lezioni per visita fisiatrica. Nuove terapie per la schiena, però pare che queste siano piacevoli. Non dovrò starmene al buio con piccole e scottanti scosse elettriche e massaggi dolorosi! Senza contare il terapista maniaco che entrava quando mi spogliavo e mi mostrava giochetti illusionistici con palline di spugna per fare colpo.
L'unica scena blogghesca è stata più o meno:

Dott.ssa: Sto preparando un certificato descrittivo. Lei cosa fa?
N: Dunque, ora le spiego: [...]
Dott.ssa: ...
N: ...
Dott.ssa: Ci metterei più tempo a scriverlo che a fare tutte le visite del giorno, lasciamo perdere.

Prima mi sono resa conto di quanto io sia in realtà sensibile al tema dell'acqua: avevo voglia di berne di bella fresca, così l'ho lasciata scorrere un po' dal rubinetto. Mi è sembrata una specie di festa, una di quelle trasgressioni tanto buone proprio perchè non le fai mai e le aspetti tutto l'anno, come rimanere sveglia fino a tardi il 24 dicembre per Babbo Natale!
E tanto perchè sto scrivendo un post a tematica molto unitaria, senza saltare di palo in frasca, ecco parte di un giochetto dal sito dell'Accademia della Crusca (..lo so, lo so, fucilatemi un dito per volta.. sono peggio di McStalky quando spedisce libri via posta raccomandata e infinite mail per spiegare il gesto). Vediamo chi azzecca più pronunce esatte! Le soluzioni in un commento.

- codardìa o codàrdia
- còlossal o colòssal
- peróne o pèrone
- scandinàvo o scandìnavo
- guaìna o guàina
- io valùto o io vàluto
- diurèsi o diùresi
- tralìce o tràlice
- Nobèl o Nòbel
- cadùco o càduco
- incàvo o ìncavo
- salùbre o sàlubre
- io esplèto o io èspleto
- èureka o eurèka
- gòmena o gomèna
- ìlare o ilàre
- sàrtia o sartìa
- leccòrnia o leccornìa
- pùdico o pudìco

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sabato 29 marzo 2008
Legenda 2 - McNomi
McNomi: niente a che vedere con una certa catena internazionale che produce hamburger e inquietanti pagliacci. I McNomi sono parte integrante di Novella e di ciò che le ruota attorno, bisogna guadagnarselo, un McNome. Non è uno dei tanti soprannomi che affollano il mio cervello, un McNome è qualcosa di più, una specie di promozione sul campo, o meglio nel McBrain. I McNomi però, pur ruotando strettamente attorno a me, non entrano mai all'interno dell'orbita che essi stessi formano. Voglio dire che difficilmente avrà un McNome qualcuno che mi è effettivamente amico. O nemico. Potrà succedere per motivazioni particolari, ma non sarà l'essenza del McNome. Zeno è ormai troppo "Zeno" per essere Mc, anche se ne sarebbe decisamente degno. Sottoinsieme dei McNomi sono i McChicos, cioè l'evoluzione diretta delle bolle di sapone. Alcuni mc:
- McBike: dallo sguardo intelligente e dal piglio che conquista, è il ragazzo in bicicletta che ho rincorso per mezza Padova prima di perderlo di vista senza essere riuscita a raggiungerlo. Ha lottato contro McFasci e la sua dichiarazione "Siccome sono razzista, non stuprerei mai una negra!!!" che lo rende amico di McNazi, colui che auspica il ritorno dei forni crematori.
- McBrain: il mio e solo il mio cervello, con quei prodotti incredibili che riesce a fornire, e con l'analisi della tipica personalità da serial killer. Vi si trovano il McGuaio (una sottospecie della Figura o della Sventura), il McDubbio (un tipo di dubbio che non sfiorerebbe mai una persona normale, e che quando lo esterno innocentemente provoca occhiate basite) e pure il McZoo, l'universo vivente del McBrain che comprende sia i Chicos che forme di vita superiori, come i gatti.
- McSueño: dott.Stranamore del mio E.R., bello quanto un sogno, evolutosi in McBesamemucho (cioè più o meno da McDreamy a McSteamy in Grey's) per la triste equazione fantastico+sposato. Per maggiori informazioni recarsi qui.
- McDay: giornata piena di Mc.
- McStalky: personaggio a parte, in quanto il suo Mc è stato un tentativo di esorcismo, di allontanarlo dalla mia vita effettiva quando lui non se ne voleva (e non se ne vuole) andare. Detto originariamente O., e poi anche Psyco/Psycho, Stalky, Psychostalker, Fieramosca, Non Rispondere e Chiudimi x Favore (questi ultimi nel mio cellulare). E' l'innominabile ed ossessivo ex che perseguita me e pure chi mi sta intorno, e che si è beccato prima di darsi una calmata ben dueminaccedue di chiamare i carabinieri.
- McM: inizialmente solo M., ha conquistato un Mc per opporlo a McStalky, in quanto è stato suo rivale diretto e parte in causa nella separazione; fra un mese e mezzo tornerà in Italia, allora saranno dolori, ehe. Grazie a lui sono stati creati concetti come 25, 5250 e metàmaggio. Salvietta tifa, Babushka rema contro.
- Belluomo: categoria extra che si oppone ai McChicos e implica un certo grado di sfighez o tamarrUggine, spesso con glaciali occhi azzurri completi di mascara e sopracciglia depilate. Molti esemplari hanno trovato asilo per sé e per i propri tatuaggi in tv (Tommy Vee sta in tv?) ma ormai te li trovi anche sui gradini di casa a prendere il sole. Io l'ho trovato alla Fenice.

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About Me

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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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