Eroiche lezioni di spagnolo. La bimba doveva descriversi nelle vesti di un supereroe, maschera armi obiettivi, ma le solite solide basi hanno reso questo compito una sanguinolenta guerra civile. Quattro le vittime finora identificate: Sintassi, Fantasia, Vocaboli, Logica. Se ne attendono altre. Così mentre tornavo mi sono chiesta: e se l'avessi io un supereroe? Come sarebbe? Di sicuro sarebbe forte. Mai brutale, sarebbe solido, sarebbe come una sferzata di vento e per questo potrebbe permettersi anche la sensibilità, non avendo paura che lo renda più debole. Che lingua parlerebbe il mio eroe? Lo capirei, mi capirebbe? Comunicheremmo a gesti, a giochi, con gli occhi, mi insegnerebbe a volare come Peter Pan? Mi porterebbe sulla cima dell'Empire State Building facendo battute sciocche come Peter Parker? Cosa combatterebbe: le villanie, i soprusi, le incoerenze? La comodità? La mancanza di ideali?Combatterebbe interi eserciti per salvare il mio buonumore? Attraverserebbe le galassie per farmi avere un libro? Come sarebbe il mio eroe, porterebbe una maschera o si lascerebbe guardare? Mi lascerebbe spesso sola per salvare il mondo, capirebbe cosa provo, mi giudicherebbe? Se io avessi un eroe, starei in pensiero la notte?Vorrei sentirlo spesso? Cercherei di non intralciarlo, e qualche volta non ci riuscirei? Avrei dei dubbi, dei momenti più difficili, degli egoismi?Soffrirei per le sue ferite, per quando non vuole togliere la maschera? Vedrebbe i miei pensieri, mi chiederei se un giorno penserà a me prima che ai suoi poteri? Se io avessi un eroe, gli invidierei i superpoteri? Lui mi vedrebbe immobile? Mi guarderà le spalle, mi insegnerà a guardarmele da sola? Avrà qualche volta gli occhi tristi? Avrà una storia normale? Si lascerà abbracciare quando fa freddo, non cercherà soluzioni super quando avrò solo bisogno di lui, canterà abbassando il finestrino? Vorrà sdraiarsi? Tornerebbe per me? Il mio eroe, sbaglierà? Tenterei un giorno di averlo solo per me? Può darsi. Poi forse capirei, o sceglierei. Piangerei quando non lo capisco? Mi nasconderebbe ancora le parti più pericolose? Mi cercherebbe per rilassarsi, per ridere, per sfiorare qualcuno senza tenere la guardia alzata? Il mio eroe avrebbe gli occhi limpidi. Poi be', non porterebbe la calzamaglia. Non mi posso commuovere guardandoti negli occhi se porti i mutandoni, strani occhiali, pettorine piene di simboli. Niente artigli, niente raggi laser: il mio eroe non si farebbe notare per il chiasso. Sarebbe forte quando mi guarda, quando mi stringe un braccio. Un po' cow-boy, ma non nell'aspetto o nella camminata. Sarebbe gentile. Sarebbe giusto. Avrebbe delle regole, delle leggi non scritte a cui rimanere coerente. Ogni tanto lascerebbe perdere la coerenza per sorridere delle mie frasi buffe, ogni tanto lascerebbe perdere la giustizia per intenerirsi mentre mi guarda. Ma poi mi ricorderebbe che prima di tutto vengono la coerenza e la giustizia, e tornerebbe ad andare. Sarebbe attento, sempre assetato, pieno di coraggio. Mi porterebbe in cima da qualche parte per dirmi le cose, e una volta arrivati lì mi guarderebbe soltanto, senza lasciarmi capire.
Sabato io e la Salvietta siamo andate a tosarci insieme e appena siamo uscite dal salone, come ogni volta che andiamo a tosarci insieme, è venuta giù una bufera di dimensioni apocalittiche. Ci siamo rifugiate ben volentieri dai suoi, tra nipotine dormienti, gatti affamati e torte sette veli al cioccolato, prima di andare a nutrirci al Vecchio Birraio assieme a una bambina di 5 o 6 anni con il suo stesso taglio di capelli. Ci siamo poi spostate verso Cittadella, dove il "cugino" Andrew si è fermato a chiacchierare con un amico così simpatico, ma così simpatico che dopo 8 millesimi di secondo dal suo arrivo già avevamo coniato per lui l'immortale espressione "cut the balls"! Infine siamo state trascinate dalla nuova cameriera completamente pazza in un simpatico gruppo di italo-argentini, dove ho potuto dare sfoggio del mio español cominciando subito con un fantastico "no he sentido"* su cui il mio bell'interlocutore ha signorilmente glissato. Il ritorno del Tomtom è stata invece la montagna russa, con una serie di alti e bassi a frequenza tachicardica da destabilizzare anche Eddy Merckx. Implosione scongiurata dai miei numerosi e proficui esercizi zen e dai suoi alti di carineria assoluta.. Però accidenti, così è peggio perché quando passa dal formato-adorabile al formato-cartavetrata non riesce lo stesso a mettere in discussione i teneri battiti del mio cuoricino per lui: solo la generale scelta di vita di non voler uccidere esseri umani. Occhio, che "cut the balls".
Peccato averli finiti.. questi esami di spagnolo iniziavano a piacermi!!!
(E poi questo era con Mr.Charminge ilgiovin Flo.. che ha dimostrato davvero di amarmi. Ahimè se si svegliano sempre tardi questi uomini!!!)
Foto: Frasi fa registrare il voto dall'amatogiovin Flo, mentreCharmingsi diletta sullo sfondo Canzone del giorno: "Prof lo sa che ascolto Lluìs Llach?"
Oggi mia madre ha ricominciato a parlarmi. Per dirmi che sono cattiva, non l'ho avvertita del compleanno di Stalky, poverino. Lo sciopero del silenzio mi manca già. Lui, in compenso, mi chiede se allora deve mettersela via.. ..mi sto seriamente domandando se in tutti questi mesi gli ho parlato in altre lingue senza accorgermene. A volte mi capita. Per esempio: non riesco più a dire verde in italiano. Berde. Bamos. Florencio! Per sicurezza mi sono preparata uno specchietto da portare appeso al collo, una cosa tipo: Mi pareva chiaro ¡Me parecìa claro! It seemed clear to me Мι σημβραυα χιαρω MIHI VIDEBATUR CLARUM Il coinqui mi aveva anche ispirato una risposta più drastica, tipo "Ho cambiato sesso." Nel frattempo combatto certi pensieri malinconici arrivati di soppiatto in treno con una gustosa scenetta della riunione di ieri. La situazione: io dentro con le mamme, sto parlando con la mamma di Lucia (ML). Mentre parlo il Babushka (B) esce in corridoio per controllare Manuel.
N: Guardi signora, le assicuro che noi non alziamo la voce con i bambini... B: MANUEL! GUARDA CHE TI VENGO A PRENDERE IO, EH! N: Personalmente ritengo che ascoltino con più attenzione quando... B: MANUEL! TI HO DETTO DI FERMARTI! N: ...parlo piano e spiego loro che se continuano a gridare non mi sentiranno... B: MANUEL,BASTA!!! ML: ... N: ...il maestro B. viene da scuole con bambini difficili...
Dovevo capirlo. Dovevo intuirlo e rimanere sotto le coperte fino al tramonto, quando sarei potuta uscire confondendomi con il buio e travestirmi da Billy Idol per non farmi riconoscere. La giornata era iniziata con una sveglia più melodica di un gorgheggio napoletano, le urla di mia mamma contro la gatta al piano di sotto. Due secondi dopo ha spalancato la porta della mia camera con la tenerezza di un cyborg ed è entrata ridendo a carcajadas, che sarebbe a crepapelle (mi ha sempre fatto impressione questa storia della pelle che si crepa); poi mi ha sventolato davanti al naso un cornetto caldo e profumato.. ok, scarseggiava in dolcezza ma con l'impegno ci siamo, ho pensato. Povera illusa.
M: Ahahahaha, lo vedi questo? Lo vedi?
N: ... M: No ma, ti dico: lo vedi?? Papà, fuori campo: L'ha visto? N: No, mamma. M: Ah già, gli occhiali. Tieni gli occhiali! Ora lo vedi? N: ..E' una brioches. M: Ehehehehe. Sicura??
N: Non lo so mamma, forse è una brioches aliena, visto il casino che stai facendo!! Che dia..?!
M: Uhuhuhuhu. Una brioches aliena! Guarda meglio. N: E' una brioches.. morsicata. Perchè mi stai svegliando con una brioches morsicata, mamma?
M: Ihihihihi. Era la tua colazione. Ma Ombretta è saltata sulla tavola e se l'è mangiata soddisfatta! Non è carina? Vedessi come si leccava i baffetti e le zampine!! N: ...
Così, dopo un pomeriggio di mal di testa e rompimento (c'era il sole fuori, c'erano gli uccellini..) su rasgos suprasegmentales, fricative alveo-palatali, glottidali approssimanti, epéntesis e palabras semicultas, faccio una pausa e dirigendomi verso il bagno scorgo mia mamma con un muso che tocca il piano di sotto. Un rapido 2+2 e capisco che ce l'ha con mio papà, ma incautamente le passo abbastanza vicino da entrare a far parte del suo campo visivo e quindi delle motivazioni per cui il mondo in questa domenica 6 aprile va a rotoli. Venticinque anni e ancora non ho imparato a starle lontana quando ha il broncio. Il sunto delle sue parole consiste nel fatto che sono stata tutto il pomeriggio a divertirmi fortemente, credo, anziché uscire a correre, quindi non ho più il diritto di lamentarmi per il mal di schiena. 'Sti figli che scelgono sempre prima il piacere..!
Questa mattina mi sono alzata malvolentieri perché avevo i balconi chiusi, e coi balconi chiusi non riesco a svegliarmi gradualmente, con quella fantastica sensazione da "posso restare qui altri cinque minuti" (e mai come allora il tempo è relativo: cinque incredibili, immensi minuti!) Ho studiato un'oretta. Poi mia mamma mi ha chiesto di insegnarle per un'ora delle cose al pc. Poi sono andata dalle bestiole per quattro ore perchè è mercoledì e c'era l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Poi sono andata dalla bimba, che ormai bimba non è, e per due ore ho tentato d'insegnarle i verbi irregolari spagnoli. Poi sono tornata a casa e ho smangiucchiato senza fame un po' di cena, perché subito dopo mi sono messa a fare un'oretta e mezza di corso d'inglese al fratellone. Insomma, cervello cotto. E non ho voglia di sobbarcarmi responsabilità. Non ho voglia di inizare, venerdì, perché mi sento psicologicamente stanca, prima che fisicamente. Mi maledico un po' per non aver comodamente preferito rimanere a casa a dormire, domani, anziché andare all'università a studiare per il giovin Florenzio anche in assenza di lezione. Ok, ok, di tutte le cose che avevo da dire rimane sabbia. Infiltrazioni. Non funziono bene, snort. Sì, ho scritto proprio snort. Non lo sentivo più.. penso dai tempi dei puffi. Siccome però è la terza sollecitazione che ricevo al riguardo, prometto solennemente di preparare al più presto una legenda sui personaggi che popolano il McMondo, e magari anche su qualche concetto base che agita il McBrain. Non dev'essere facile starci dietro senza vederli. Stasera no, se non si era capito sono stanca (sai mai, magari non mi ero lamentata abbastanza. Poi mi tocca perdere l'appellativo Nosella proprio adesso che ho scoperto che esiste via delle Noselle!). E' sempre la maledizione del mio cervello impensabile, quello che mi fa ricevere mail, belle mail, come questa:
Perchè, se tu un giorno decidessi di sparire dalla circolazione e io venissi a cercarti, il vecchio trucco del “se voglio trovare Novella devo pensare come Novella” non funzionerebbe e tu continueresti a fare l’eremita.
Y dejemos que lo cierto sea lo que imaginamos.. ..Dalla canzone del giorno di ieri. Appropriato. Per oggi, posso lasciare qui due voci che m'innamorano. Completamente diverse tra di loro, fra l'altro.. Ma il mio personale incanto per le voci continua. Di quelle che chi le ha può esserti amico anche solo per quello che riesci a capire dalla sua gola. O di quelle che con una voce così puoi chiedermi di sposarti e non importa chi tu sia, o dove ho incontrato il tuo diaframma. Trasmissioni stupide a parte. Balconi chiusi, e voci che filtrano dall'esterno.
Dato che ieri è giunto Giorgio, è stata una sinfonia continua di "faccia sbattuta" al mio povero visino. Mia cugina, passata da me con il Geniale Giornalista, prima ancora di salutarmi mi ha squadrata commentando con disapprovazione: "Eh, che occhiaie!" Ora, so che questo è un problema da global warning quasi quanto un abbinamento scarpe-borsa errato, ma non volevo provocarle un terremoto emotivo, davvero. Altrimenti quella volta avrei potuto spiegarle quanto il racconto di G.G. sul podismo fosse di una noia mortale, nonché scopiazzato. Chiaramente sono una personcina educata, lo divulgo solo ai quattro gatti spelacchiati (miao!) che leggono il blog.
Dato che sono in vena di precisazioni.. Sono d'accordo, non potrei mai fondare un partito politico col coinqui, poco ma sicuro. M'immagino le scenate anche solo per guardare un tg! Vale, vale, bisogna perdonarlo. E' il mio coinqui, che fo senza di lui? Sono perfino sicura che si farà perdonare un paio di frasette! =p
Magro shopping, sabato. Mi sembravano tutte cineserie, nonostante il prezzo chiaramente turco, e mi è pure scappato da ridere quando al negozio la commessa stava convincendo una signora di fianco a me a spendere un patrimonio per comprare alla sfigofiglia (anche sfiglia, detta sfoglia quando ho fame) un cosino privo di forma. Non è che abbia qualcosa contro i cosini privi di forma, spesso sono anche carini quando a forza di rigirarli riesci a capire come sono fatti. Solo che a quel punto è tardi perché ti chiedi quante altre li abbiano violentemente maneggiati in questo modo prima di te, tipo la faccia perplessa di mio papà la volta in cui per sbaglio ha preso in mano un mio perizoma. Penso le abbia convinte assicurando con gravità che "Adesso vanno così, più un capo è stropicciato e più è raffinato". Sì, raffinato quanto una zolletta di zucchero! Uff, sono una snob? Per fortuna sono sufficientemente sbadata, perché altrimenti aprendo i miei armadi mi rendo conto che ho un sacco di cose minimaliste, uno stile più liscio e pulito possibile che con 20cm in più farebbe tanto Carlà (lei, sì.. quella del Brukozy). Oltre a questo mi viene in mente qualche momento tipo quando Fra e Babushka mi fissavano preoccupati per la mia totale dedizione alle Bozze (ricordavo a memoria intere frasi, numeri di pagina degli esempi ed altri gravi eccetera). O che incasinatissime e pallosissime lezioni di fonetica (historia de la lengua medieval, ad essere precisi) su cui anche ai più volenterosi parte lo sbadiglio senza rispetto per il mio giovin Florenzio, per me sono una specie di agognato pane quotidiano.. Brr, ma che persona sono?
Canzone del giorno: Con nombre de guerra - Heroes del silencio
Nemmeno ieri siamo riusciti a cercare McBike.. certo, la tragedia aveva un buon alibi, che stava in una conferenza di Travaglio. Però non voglio parlarne adesso, ho discusso troppo col coinqui su di lui, sulla politica e sull'Italia, per continuare qui. E poi mi torna in mente che voterò anche al Senato, e mi sento vecchia! E' stato lo stesso un McDay. A cominciare dal McMorning, nel significato globale del termine mc (non il mio, ormai grammaticalizzato).. Voglio dire che a forza di accompagnare Fra a mangiare dal Mc (brrr...), ho ottenuto la mia ricompensa: ieri si è preso l'Happy Meal per darmi il giochino omaggio!!! E chi se ne importa del solito, enorme baratro tra la mia età mentale e quella affettiva! I miei entusiasmi stupidi mi fanno sentire bene! Poi Florenzio, a lezione, è diventato di diritto un McChico quando, cercando di spiegare prima in spagnolo e poi con un disegno francamente terribile la parola "bocciolo" (credo...!), è arrossito. Ah, i momenti di debolezza esercitano ancora su di me un fascino irresistibile. Devo dire, infatti, che quando è entrato Mr.Charming a chiederci se preferivamo spostare la prossima lezione mi sono sentita il cuore tranciato a metà.. a chi donarlo fra i due? A colui che non sposta le sopracciglia e ci fa una trasformazione 'latino>spagnolo medievale' che parte dal lat.FICA, con la precisazione che "no es lo mismo que en italian, verdad"? O a colui che per una domanda per cui sopra mi sono bastate sei parole ha impiegato quindici minuti? Questi spagnoli! Fascino, fascino. Ne vendessero un po'. Se continuano così insidieranno il trono del re... Zeno, torna!! Non ti vedo mai ultimamente, c'è solo il Bohémien a bohemizzare qua e là con la sua eleganza noncurante e la sua espressione intensa e rugosa.
Quanto a Danny-McStalky.. devo decidere se il messaggio di due giorni fa sia un punto a favore di Danny o di McStalky. Non è semplice. Mi sforzo di essere oggettiva, il che è altrettanto poco semplice, dal momento che ovunque io mi giri sento un "povero X" di qua e un "povero X" di là.. è logico, io generalmente non mi sfogo con certe persone, non le vado a cercare per raccontare quanto male sto, mi chiudo e basta. Spesso, quando le vedo, rido. Chi mi conosce bene dovrebbe preoccuparsi molto di più per questo che per sintomi visibili, però a chi conosce entrambi più o meno allo stesso modo ovviamente lui fa più effetto. E poi l'ho mollato io. Insomma, lui sta tanto male ed io sono stata cattiva, e siccome sta tanto male sembra che ogni reazione sia giustificabile. A parte che qualcuno magari potrebbe chiedersi come mai l'ho mollato, perché forse un motivo c'era.. E poi devo ammettere che questa storia del "poverino" comincia a starmi assai sulle scatole. Mi è dispiaciuto tanto per lui, mi dispiace ancora, ma mi ha reso la vita un inferno. Mi ha fatta ammalare. Ho una grossa difficoltà a vedere certe persone, al momento. Mi rendo conto che non è un tormento distinguibile da fuori, ma mi rendo conto altrettanto bene che tutti questi impegni che mi sto prendendo sono in fondo solo un modo per fuggire dalle persone, perché tutta quest'ansia che mi ha scaricato addosso, tutto questo malessere, erano diventati insopportabili. Però va beh, lui piange, poverino.
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.