per la categoria "Il cielo in una stanza" La sauna in 4 che, nonostante gli altri 3 siano dei baldi giovini (per lo più sconosciuti, a parte il sosia di dadù che da quel momento inizia a considerarmi causa dei mali sulla terra), diventa una specie di salone da parrucchiera a proposito di Vaniglia.
per la categoria "We are the champions" La sottoscritta che, perdendo le staffe dopo un anno che tenta di venire a capo di un esame con un prof, contatta 3/4 della facoltà con il tono raggelante di Leroy Jethro Gibbs quando gli manca il caffè, tanto che il giorno dopo è il prof stesso a chiamarla a casa per risolvere la situazione.
per la categoria "Serenata rap" L'influsso di una settimana a 3 ore di sonno per notte che mi ha portata a invitare dislessicamente Raven alla fiera del Cremone a Torrona........
per la categoria "La macchina del capo" McSc che, irritatissimo per tutti quei ritardi dei partecipanti al corso, prendendo il foglio che gli porgo con tono sinistro mi domanda: "Ma Novella, se io evito di firmare questa carta loro restano tutti senza pranzo?", mentre un inquietante lampo soddisfatto gli illumina gli occhi.
per la categoria "Il battito animale" Liquirizia e Sugar che finiscono su Due cuori e una gatta; Nonna Bruschetta che diventa la star incontrastata della nostra pet therapy; Ombretta che ricomincia a scambiare ogni partita di calcetto per scene di violenza familiare, accorrendo con aria preoccupata e miagolante.
per la categoria "Non ho l'età" Dopo una serata passata a ripetere endemicamente a turno "Ora vado che è tardi e domani mi alzo alle 5" ricominciando subito dopo a chiacchierare fino alle 2.00, braghy che il giorno dopo in palestra viene a domandarmi se ho altri 15 minuti di autonomia o mi deve portare un tramezzino.
In fondo non dovrei mica lamentarmi; è come tornare giovani giovani, adolescenti rumorosi pieni di idee precise e piercing, che riducono i rapporti umani a una chat in messenger. Con la piccola differenza che loro lo fanno in continenti in cui messenger funziona, tra le altre cose. A voler guardare la pagliuzza, ecco. Però insomma, si tratta pur sempre di uno stile di comunicazione ggiovine dentro. Poi è affascinante mettere alla prova le tue capacità linguistiche, empatiche, analitiche: uno ti telefona e dato che capisci metà delle cose che ti dice, l'altra metà ti conferma quanto lo conosci perchè non sentendola devi intuirla da sola per fornire un senso integro al discorso. Man mano che la telefonata prosegue, la metà di facile comprensione si riduce a un terzo di media comprensione, e allora anche le tue risposte ritardano perchè ci metti di più a ricostruire, dare una logica, pensare alla ribattuta. A quel punto, di solito, lui è in piedi sul tetto della jeep per fare da antenna umana. Trucco che spudoratamente non funziona, perchè la linea cade. Una, due, tre volte. Durante le pause hai anche il tempo di ripensare alle volte in cui hai mangiato a costo di stare male solo per fargli compagnia, per esempio quel gelato in Croazia per cui hai visto ripetutamente la morte. O alla volta in cui correva sotto l'acquazzone per venire a prenderti, con una buffa smorfia seccata per il maltempo, ma poi ha alzato lo sguardo e per averti vista si è messo a sorridere in modo istantaneo. Puoi pensare a certi regali, a certe luci, alle volte in cui ti sei persa ed è venuto a ripescarti, alle discussioni in riva al fiume, ai libri scambiati, ai discorsi infiniti e alle mucche a cui dare un nome; puoi ripensare aibrulè tenuti con due mani per potergli rubare il calore in una serata ventosa d'inverno, fingendo che ricordare ti basti. La telefonata riprende senza che la frammentata conversazione diventi mai una conversazione vera, attestandosi su livelli da ascensore, ciao come stai, governo ladro, senti che freddo, hai bevuto un brulè? Fingo di rispondere con il tono allegro e vivace di chi è contento di sentirlo e si diverte un sacco anche quando manca, o che quello che abbiamo significhi portare avanti una storia. Quando mettiamo giù il telefono (meglio: quando si mette giù da solo) entra la gatta come chi ha tutta l'aria di voler consolare con un'industriale quantità di fusa la sua povera umana. E mentre sfogo sulla sofficiosa tutte le carenze, penso che alla fine ho più scambi umani con alcuni miei palestranti che con lui. E' una pesante pagliuzza.
Ho visto un ippopotamo che, solo perché il guardiano del parco in cui si trova (in Uganda) gli si era avvicinato troppo, l'ha caricato furiosamente a 30 km/h.
Dopodiché Ombretta è riuscita a incastrarsi, per tentare di tirarsi le unghie senza che la notassi, tra il divano e la parete di camera mia, che è suppergiù lo spazio di una bottiglia: motivo per cui si è ritrovata a testa in giù con il culino per aria, e in preda alla disperazione ha cominciato a chiedermi aiuto con una serie di "MUAOOO" strazianti.
Dopo 2 settimane rannicchiate nel caldo abbraccio del Tomtom e altri 4 o 5 giorni di casa vuota, tornare avivere (e lavorare) con dei casinisti è un delirio. Fanno cadere ogni cosa che si avvicini troppo al loro raggio d'azione, hanno sempre una domanda, un'opinione, una proposta (solitamente tutte e 3 insieme, in contemporanea e senza bisogno di prendere fiato tra una parola e l'altra), sbattono le porte, si parlano da piani diversi con la gatta in mezzo alle scale che interloquisce miagolando. Io li mando nel deserto dei Tartari.
Questo mio angolo di mondo è una gabbia di matti. Ombretta che mi sveglia facendomi ripetuti e dolorosi agguati, perché mi salta addosso con slancio dall'alto della cyclette, poi mi assaggia e, avendomi evidentemente trovata di suo gusto, comincia a leccarsi i baffi mentre mi fissa con insistente appetito. Mia mamma che va a fare la spesa, le chiedo se mi prende un rasoio, una cosa usa e getta che tanto lo uso solo per le ascelle, e lei mi torna a casa con un'astronave azzurra e lilla con sapone incorporato, proteggi lama e ventosa per appenderlo in doccia: è così grande che sembra, non so, un epilatore, uno strumento di piacere, mi intimidisce, penso che lo userò come microfono. Il muratore della stazione che mi scrive il suo numero sul muro che sta restaurando. Il libro che in un quarto d'ora di cyclette mi cade quattro (quattro!) volte. E poi, beh, Vaniglia. Sono lì beatamente che corro fingendo di non averlo visto entrare, estremamente interessata alla spiegazione di braghy che corre con me su come malgioglio in realtà abbia scritto gelato al cioccolato di ritorno da un viaggio a cuba, e per questo quella canzone è una profusione di doppi sensi quindi a chi affidarla se non a quel zexy fusto di pupo??? E dopo aver canticchiato allegramente il ritornello in coro (possono essere fighi quanto vuoi ma quando giungono tra le mie grinfie li rovino tutti!), mentre ancora disquisiamo sulla semantica di cotanto testo, giunge alle nostre spalle il nostro eroe con un sornione sorriso d'intesa (con chi, poi, non si sa). Ridacchia. V: Posso sculacciarti? N: Solo se vuoi morire. V: Disturbo? Mi sembra di aver interrotto qualcosa di importante.. N: No, però mi stai parlando. V: Eh sì, lo so. B: No, no, parlavamo di sesso. V: Ah bene, cos'è il sesso? L'atto sessuale... B: Eh no! La definizione non può contenere la parola. V: Allora è un innesto. N: Sì vabbè, un innesto carnale.. B: Eh? Un innesto anale?? N: ... B: Ti giuro che avevo capito... V: Innesto carnale per la procreazione. N: Beh, anche no! B: Infatti no! V: Ma tu lo fai per quello perché sei un maiale, io lo faccio solo per la procreazione. Infatti sono ancora vergine. N: Salute! V: Ehi tu! N: Mi stai ancora parlando? V: Sì. Hai letto ieri che mi sto innamorando? N: No.
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V: Visto che belli i miei piedi? (l'uomo è in ciabatte e occhiali da sole...) N: Alti standard! V: Non è mica normale avere dei piedi così belli. Ma sono tutto così, eh! N: Sì, ogni tanto me lo ricordi. V: Anche Sergio mi diceva che non è giusto, è folle che io non facendo niente mi mantenga i muscoli così! N: Sarà perché sei alto. V: Ma cosa dici! Con tutto quello che bevo, sai che pancia hanno alcuni? (tutto serio, mi fa morire quando diventa improvvisamente serio e convinto, fa quasi tenerezza se dimentichi che è psicolabile) V: E poi ti dico, io sono fatto tutto bene. Anche lui. N: A-ha, mi fa piacere. V: E' proprio bello. N: Un bijoux, ma non lo guardo lo stesso. V: No ma senza malizia sai. E' fatto bene, tutto così e così, se lo vedi t'innamori. N: Ah ma dai, come la provincia di Treviso!
Ieri il Tomtom ha meravigliosamente visitato il n° 15. Dico meravigliosamente perché innanzitutto mentre arrivava mi ha chiamata perché uscissi e io tutta solerte gli sono corsa incontro pensando che avesse bisogno di aiuto e lui invece mi ha salutata con un bacio e ha detto: no è che non ero sicuro di quale fosse la tua porta. (un anno e mezzo, a mesi alterni, che mi accompagna a casa) Poi le presentazioni che neanche una vignetta di Staino, con mia mamma che, accantonata l'idea di mettere i tacchi per stringergli la mano, si assicura di poterlo chiamare per nome (forse intendeva chiamarlo per cognome?) mentre mio papà specifica (non si sa mai, è così alto) di volergli dare del tu. A seguire tegoline bruciate causa partite a calcetto, domande filosofiche sul senso di msf che io cercavo prontamente di intercettare e stornare sulle tegoline bruciate, mio papà che per par condicio lo chiama mauro (dopo 3 anni ha quasi imparato a chiamare la morosa di mio fratello Luisa e non Chiara, come la sua ex: è già tanto che non lo chiamasse francesco, diamogli tempo!), passeggiate per smaltire la costata. Tutto molto sciolto, un po' come il gelato che nel tragitto cucina-tavolo da pranzo (notoriamente una parigi-dakar) arrivava solido come una cascata del Niagara. Ma la migliore in assoluto è stata Ombretta che, quando siamo usciti perché chiaramente dovevo presentarlo anche a lei, prima ci ha fissati per 2 lunghi secondi senza battere ciglio e poi appena lui ha provato a muovere un dito per farle biri biri SGRAF!, gliene ha staccato mezzo con una zampata degna del discobolo. Amo quella gatta!
Ho una gatta simpaticissssima. Quattro s. Soprattutto quando sta in camera tua tutta la sera, prima in braccio a farti le fusa e poi di fianco al pc mentre lavori, come un gatto vero, e tu t'intenerisci anche perché nella tua via hanno appena stirato un micino che conoscevi e una veterinaria stronza si è rifiutata di salvarlo, e finisce che te la tieni in camera a dormire. Lei queste cose le capisce, così quando sente la mom salire le scale si appiattisce, si mimetizza, smette di respirare. E' proprio simpatica. Anche quando decide che il tuo letto è più comodo del mobile su cui stava. Anche quando decide che il centro del tuo letto è più comodo del fondo del tuo letto. Anche quando le viene in piena notte un desiderio insopprimibile di dimostrarti il suo affetto venendo a farti le fusa all'interno delle trombe di eustachio. Soprattutto, direi, quando alle 3 di notte decide che la cosa migliore è sedersi, placidamente, comodamente, letteralmente, sulla tua faccia.
Ombretta questa mattina mi ha svegliata facendo skip sul mio letto e su di me: rincorsa, pronti via, dai piedi alla testa; rincorsa (sulla mia faccia), pronti via, dalla testa ai piedi. Chissà come mai poco dopo ha vomitato. Sul mio computer. Oggi, tuttavia, mi sento più sana di mente rispetto agli squilibri accumulati ieri, un grazie a tutti quelli che mi hanno dovuta sopportare (e a quelli che mi hanno mandata a quel paese): è stata dura arrivare alla fine della settimana. Il Tomtom ieri aveva un altro dei suoi colloqui, questo era in un posto così vicino che l'ha fatto direttamente via skype. Così, dovendolo aspettare a Bassano perché il discorso si era prolungato più del previsto (mai ascoltare le previsioni novellesche, eh..), ho beccato la Salvietta che si è fatta carico del mio umore.. e l'ha sbolognato ad un paio di spriss. Che sono diventati due spriss (altri due) e un gingerino quando il Tomtom ci ha raggiunti. Solo che non ha proprio la faccia da gingerino, si vede insomma! Anche oggi pomeriggio hanno cercato di affibbiare a me il suo e la parte alcolica a lui.. ci sarà un motivo.. Poi è arrivata anche l'Elenini e hanno visto me e lei insieme ed è stato più chiaro quale fosse la parte stramba del gruppo. Non hanno più sbagliato le ordinazioni infatti. Anche perché, quando bisogna dirlo bisogna, è stato insolitamente gentile ieri e perciò ha cullato un po' il mio stato d'animo impercettibilmente stonato. Anche oggi si è applicato: nonostante i momenti in cui lui e l'Elenini si alleavano gioiosamente contro di me (la particella di sodio) ha fatto, senza che lo sapessi, giusto quelle due ore di ritardo per restare lì. Poi, ok, c'è il karma. Un giorno qualcuno mi spiegherà perché capita che certe persone in qualunque posto vadano abbiano una probabilità molto più alta delle altre che vengano dimenticate le loro ordinazioni. O perché, qualunque persona vedano, ci sia pronta dietro l'angolo una bellissima ex, bionda con gli occhi azzurri.
Stamattina mi sono svegliata con Ombretta che faceva l'autostrada sopra il mio stomaco e, non ottenendo risultati significativi, anche sulla mia faccia. Ho guardato l'orologio, pensato "Bene, ho dormito 4 ore" e l'ho chiusa fuori dalla finestra perchè se ne andasse un po' a zonzo per il giardino. Solo che avevo dimenticato che hanno momentaneamente tolto una parte della copertura del gazebo, ragion per cui, non potendo saltare giù (la mia camera è al primo piano), ha cominciato a miagolare con effetto doppler. Muauu.. muauu.. La giornata era iniziata bene quindi.. un po' come venerdì, quando mi è nato uno straordinario istinto interattivo proprio nella lezione di Mr.Charming in cui ero afona, e poi sono andata a questa importantissima visita da questo antipaticissimo medico per cui la mattina avevo fotocopiato tutta la documentazione precedente, lasciandola poi chiaramente a casa. Il commento della mater è stato "Tu prima o poi ti perderai anche la famiglia", e in effetti da un paio di giorni sono un po' depressa per questa cosa, per questo mio modo sbadato e nuvoloso di essere; sono riuscita a rattristarmi tantissimo perfino con una vecchia puntata di Friends (il che è tutto dire), perchè era appunto quella in cui Ross insultava Rachel per le sue Rachelate, il suo modo disastroso di essere. Almeno il Bohémien mi ha dedicato una lunga occhiata significativa.. dato che non mi conosce. Infatti, tornando ad oggi, ho rotto una tazzina e la mia schiena. In compenso la mater mi ha chiamata da Recanati di Macerata per dirmi che ha visto il passero solitario e adesso non è più solitario, si è fatto una famiglia; in più è riuscita a trovarmi una di quelle macchinette fotografiche che c'erano quando ero piccola, di quelle di plastica colorata che se fai scattare vedi nel mirino le immagini.. non pensavo ne esistessero ancora, dopo la morte del Monciccì ero pronta a tutto.
Dovevo capirlo. Dovevo intuirlo e rimanere sotto le coperte fino al tramonto, quando sarei potuta uscire confondendomi con il buio e travestirmi da Billy Idol per non farmi riconoscere. La giornata era iniziata con una sveglia più melodica di un gorgheggio napoletano, le urla di mia mamma contro la gatta al piano di sotto. Due secondi dopo ha spalancato la porta della mia camera con la tenerezza di un cyborg ed è entrata ridendo a carcajadas, che sarebbe a crepapelle (mi ha sempre fatto impressione questa storia della pelle che si crepa); poi mi ha sventolato davanti al naso un cornetto caldo e profumato.. ok, scarseggiava in dolcezza ma con l'impegno ci siamo, ho pensato. Povera illusa.
M: Ahahahaha, lo vedi questo? Lo vedi?
N: ... M: No ma, ti dico: lo vedi?? Papà, fuori campo: L'ha visto? N: No, mamma. M: Ah già, gli occhiali. Tieni gli occhiali! Ora lo vedi? N: ..E' una brioches. M: Ehehehehe. Sicura??
N: Non lo so mamma, forse è una brioches aliena, visto il casino che stai facendo!! Che dia..?!
M: Uhuhuhuhu. Una brioches aliena! Guarda meglio. N: E' una brioches.. morsicata. Perchè mi stai svegliando con una brioches morsicata, mamma?
M: Ihihihihi. Era la tua colazione. Ma Ombretta è saltata sulla tavola e se l'è mangiata soddisfatta! Non è carina? Vedessi come si leccava i baffetti e le zampine!! N: ...
Così, dopo un pomeriggio di mal di testa e rompimento (c'era il sole fuori, c'erano gli uccellini..) su rasgos suprasegmentales, fricative alveo-palatali, glottidali approssimanti, epéntesis e palabras semicultas, faccio una pausa e dirigendomi verso il bagno scorgo mia mamma con un muso che tocca il piano di sotto. Un rapido 2+2 e capisco che ce l'ha con mio papà, ma incautamente le passo abbastanza vicino da entrare a far parte del suo campo visivo e quindi delle motivazioni per cui il mondo in questa domenica 6 aprile va a rotoli. Venticinque anni e ancora non ho imparato a starle lontana quando ha il broncio. Il sunto delle sue parole consiste nel fatto che sono stata tutto il pomeriggio a divertirmi fortemente, credo, anziché uscire a correre, quindi non ho più il diritto di lamentarmi per il mal di schiena. 'Sti figli che scelgono sempre prima il piacere..!
Dato che ormai il McBrain ospita una sorta di McZoo, perchè non includere davvero degli animali? La regina non può che essere la mia piccola grande Ombretta, discendente nel mio cuore dell'illustre dama Aspirina. Però insomma, dopo aver creato la definizione "dog-sitter drogato" per il termine punkabbestia che non mi veniva, io e Babushka, forse ispirati dalle bozze che consegnavo allo Scrittore, abbiamo deciso di creare un libro per bambini che ci renderà più ricchi della Rowlings.
Topazio, il topo che viene dallo spazio (e studia la toponomastica terrestre).
Canzone del giorno: Piano Concerto n.2 - Rachmaninov
Mi sono resa conto che i post di ieri sui giochi, sui paralipomeni, sui libri, sono stati un ammutinamento. Va bene, tutta questa storia M&O si stava facendo pesante, troppi casini.. però questo blog non era nato come il classico da far circolare per scrivere tutto quello che ti passa per la testa e ricevere più commenti possibili; era nato come modo per chiarirmi. Proprio su questo. Mi sento come un genitore che vede il figliolo crescere.. ah, l'adolescenza dei blog!
Allora seguiamolo! Notizie del giorno: - ieri Ombretta era in piedi, ferma, su un mobile alto alto e non si sa bene come da ferma si è improvvisamente fracassata contro il pavimento, tra l'altro facendo un bordello e trascinando tutto giù con lei e facendo prendere un colpo apoplettico a Anna che era lì di fianco - ho sentito la testimonianza di un giornalista che è a Mombasa, Nairobi e soprattutto nelle campagne intorno, una di quelle che non passano al tg, perché agli italiani non si deve accapponare la pelle per quello che sta succedendo, per i massacri (ovviamente con molte più vittime di quelle che sappiamo noi.. però questa volta niente machete, ci sono le frecce avvelenate) e per la situazione politica, devono continuare ad andarci in ferie e vedere il mare e i safari ed essere convinti di aver visto il Kenya. Poi al massimo mandano giù un po' di vestiti vecchi per quei poveri bambini.
Canzone del giorno: Ray Lamontagne - Empty e Bob Dylan - Hurricane
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.