Oceans...
my glass mask   
martedì 5 gennaio 2010
Cosa c'è di peggio di un Vaniglia?
Oggi ho corso il rischio più grande della mia vita, e non me ne sono accorta!
Mi ha salvata un principe azzurro, che proprio tanto azzurro non è e poi lo snobba pure come colore però non importa, perchè oggi io braghy lo amo.
E non è per il deltoide guizzante, per le battute istrioniche o l'occhio assassino - il Tomtom può dormire sonni tranquilli e anzi amarlo un po' a sua volta.
Cosa c'è di peggio di un Vaniglia?
Era un pomeriggio buio e quasi nevoso quello in cui, ricevuta una mail di Stalky (giacché le disgrazie non arrivano mai sole), mi accingevo a faticare nel quotidiano luogo di tortura: tutto ha avuto inizio lì, con un viso familiare che non riuscivo a ricondurre ma che si è beatamente intromesso in un dialogo tra me e il braghy con delle battute così splendide, ma così splendide che avrei giurato di aver visto il braghy in imbarazzo, se fosse possibile il concetto di braghy in imbarazzo! Tanto che sono intervenuta a colmare quel silenzio seguito da minacce varie con una battutona sul fatto che no, non ci stava provando perchè , preferisce le more e già, sempre detto io che non ci capisce niente di colori.
Ancora non sapevo di avere innescato una valanga.
L'ho scoperto solo dopo, quando il braghy mi ha incantonata tra due macchine con il consueto romanticismo per avvertirmi che gli dovevo un mojito... anzi: un mojito doppio!
Perchè cosa c'è di peggio di un Vaniglia?
DUE Vaniglia!!!
Sarò grata in eterno a quel principe antracite (©) per avermi salvata dal fratellino scemo di Vaniglia.
Ancora non so perchè abbia tralasciato il suo abituale "vivi e lascia vivere, e abbandona ogni persona al suo destino" per passare alla modalità baywatch ma gli devo la vita (o almeno un paio di mojito) per essersi precipitato a fermarlo (dopo che l'elemento gli aveva annunciato che stava per sferrare l'attacco) con l'abile scusa che, sai, è l'ex di tuo fratello, non puoi tampinare le ex di tuo fratello, quelle sono intoccabili!
Ipse dixit.

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mercoledì 30 dicembre 2009
Vattelapesca
Chiariamo una cosa: io, la pectoral, la odio. La detesto. Da quando vado in quel luogo di tortura ho sempre cercato di evitarla e non sono mai, mai riuscita a impietosire l'aguzzino quando decideva che era tempo di tornarla a trovare. Ma non è mica una macchina: è una trappola infernale studiata da Lucifero per friggerti il cervello mentre cerchi di capire come funzioni, ingenuamente convinta che esista un modo per farla funzionare, per farla andare giù, su, indietro.
E così mentre tu cerchi di sbloccare tutte le leve e manopole che trovi, svitando quelle da tirare e tirando quelle da svitare, di girare i manici dal lato giusto spostandoli ancora di più verso quello sbagliato, di ribloccarli, di alzare, abbassare, accorciare senza ricordarti assolutamente quale bottone sblocchi cosa, fingi noncuranza premendone uno e poi sentendo subito una gran sete-guadagna tempo nel momento in cui ti rendi conto che era quello sbagliato... oppure tiri una leva, non riesci più a rimetterla a posto e fingi spudoratamente di averla voluta mettere proprio così, incastrata a mezza via, per riposare le braccia fischiettando (N.B. prima ancora di cominciare l'esercizio, visto che tutto questo lavoro è di preparazione e basta) fino a che non senti alle tue spalle qualcuno che sghignazza sommessamente, e quando ti volti c'è questo imberbe (li trovo tutti carini comunque) che si gode la scena con un sorriso di buonumore che gli va da un orecchio all'altro mentre ti dice (stracciandoti gli ultimi brandelli di dignità) che, sai, in effetti ti converrebbe bloccarla, prima.
Senza contare che non ho ancora pubblicato il post di Natale, e siamo il 30 dicembre.
Per non dire poi che qualcuno deve aver provato i suoi riti satanici su di me, dal momento che stamattina mi sono svegliata con una T grigia sulla fronte.
E dire che ieri, mentre mi lamentavo per quel particolare karma che mi fa trovare invariabilmente uomini con ex strafighe, il braghy aveva anche accennato a un "perchè, tu come sei" a cui non ho creduto neanche per un attimo ma che mi ha comunque fatto piacere per il tentativo.
E invece. Maledetta pectoral. Sono nervosa e devo prendermela con qualcuno, e la cosa migliore che ho trovato è:
Bene, tutti quelli che preferiscono gli Stones perchè sono più rock e più alternativi non hanno capito un fico secco e pensano ancora che i Beatles siano Hey Jude, ecco!!!
Vattelapesca.

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giovedì 24 dicembre 2009
Stream of conscoiusness
Quasi dimenticavo il piccolo, angelico, imberbe della palestra (nessuno sa dirmi che orari faccia durante le vacanze di natale quel posto?) a cui ho chiesto aiuto (spudoratamente, come mio solito in quanto piccolo scricciolo ispirante protezione) (Raven dice che è perchè non mi conoscono) (ma Raven non ha mica le idee chiare) per un attrezzo, e lui carino si è precipitato con abnegazione indiscutibile e una tale foga di rendersi utile "perchè i muscoli non ce li hanno solo i braghy fighi e i 30enni" (molta più abnegazione del braghy in effetti) (con il quale ho poi avuto un'acculturata conversazione conclusasi con il mio "Prima che mi metta le spallone tu avrai gli slip di pizzo!") (quella frase sui 30enni comunque la dicevano i suoi occhi, non la sua voce) che è inciampato su se stesso avvitandosi, e allora mi sono sentita in colpa come una vedova attempata, perchè era così giovine e angelico e carinamente disponibile (e per nulla imbranato nel gentile aspetto) e non meritava di avvitarsi, e soprattutto (diciamolo, diciamolo) (rullo di tamburi) mi ha ricordato il Silver, e ciò ispirommi a priori una sacrosanta tenerezza!!!

(cbcr)

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venerdì 27 novembre 2009
C'è di peggio (1)

C'è di peggio. Il nuovo romanzo di Vaniglia, la (sua) storia del brutto anatroccolo che divenne cigno e si salvò dal demone della vendetta grazie alla fede.


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giovedì 19 novembre 2009
THE CHEAP PARADE

Non è che avessi proprio tutta questa voglia di dedicarmici, ma il mio umore anzichè risollevarsi si lancia di giorno in giorno giù giù negli abissi profondi e negli anfratti più prodigiosi del centro della terra.
Fissare inebetita lo schermo del pc. Non lavorare. Non usare nessun muscolo, nessun organo vitale (in particolar modo il cervello), perfino nessun malfunzionamento, neanche una piccola, consolatoria extrasistole. Sentirsi sollevata per il cellulare che non si accende. Irritarsi per ogni mosca, ogni scarpa che cigola, ogni leghista che esiste. Qualcuno ha visto in giro il mio entusiasmo per favore? Quella cosa piccola e gialla che faceva incessantemente parte di me? Quella cosa maldestra che con tanto amore mi ha condotta a vele spiegate verso le più allegre, enormi cazzate della mia vita?
Perciò, ecco, forse è il caso di tirarsi un po' su con la C.P. (che detta così suona sinistramente come un esame radiologico)
& so the winner is...


Per la categoria "White Christmas"
La nevicata artificiale di Pechino, che in un periodo in cui a fine Novembre si fa il bagno in Sud Italia ci riporta un po' ai nostri amati punti fermi di bambini.

Per la categoria "I just called to say I love you"

La Roccia che, per dimostrarmi che non è gay, mi chiede il numero di telefono.


Per la categoria "Bella senz'anima"

Io che sono così educata, ma così educata che anche quando vado in sauna sudo solo di schiena.


Per la categoria "La macchina del capo"

La serata uggiosa di domenica in cui Raven ed io (dopo il suo amichevole scambio di eVVe con la Lauretta) restiamo allegramente appiedati in quel di Bassano... almeno fino all'esatto istante in cui il suo amico, partito da Galliera in nostro soccorso, ci raggiunge con i cavi e la esanime auto, vedendolo, forse per paura dell'elettroshock decide di ripartire.

Non prima che gli svariati mezzi e mezzi abbiano permesso al soggetto di sproloquiare in modo molto divertente sulle opportunità più o meno lecite di verificare il mio concetto di fondoschiena, e ad un amico del soggetto di scambiare il mio anello verde per un romantico anello di fidanzamento.


Per la categoria "La locomotiva"

Pausa che mi segue per tutta la palestra, e la Petra che segue Pausa che mi segue per tutta la palestra. E' finita con una specie di pic nic nella zona addominali.


Per la categoria "Strangers in the Night"
La palma d'oro e cioè Marm che decide di farmi una sorpresa un martedì mentre mi asciugo i capelli e litigo con la sensibilità da ippopotamo del Tomtom, e senza che io sappia nulla (in effetti, trattandosi di una sorpresa..) si presenta sotto casa mia alle 11 di sera.

Non riuscendo a contattarmi (per aver egli ucciso il mio telefono) mi fa cercare da una terza persona con cui io chiacchiero al pc per circa tre quarti d'ora assolutamente convinta che sia lui e ritenendolo perciò al sicuro nella sua stanza, nonchè chiedendomi per tutto il tempo:

a) da dove esca quel nuovo spiritoso vezzo di parlare di se stesso in terza persona
b) come mai continui a scherzare sul fatto che ci sia qualcosa sotto casa mia.

Quando, dopo un ragionevole tempo che può averlo fisicamente portato all'assideramento, capisco che il motivo per cui parlava in terza persona è che si trattava effettivamente di una terza persona, inizio a vagare per tutte le finestre di casa senza però trovarlo e scoprendo così che non era affatto sotto casa mia.
Così, dopo una quantità imprecisata di tempo durante il quale lui distribuisce il mio indirizzo di posta a chiunque lo voglia ed io non riesco ad uscire di casa per motivi nobilmente tecnici (cose semplici e un po' banali come: una cucina smontata davanti alla porta di casa, un genitore che non posso svegliare per rimontarla in quanto è a letto con la febbre; ma cosa vuoi che sia;), giunge il momento della resa.
Senza, purtroppo, che io abbia potuto capire a quale abitazione abbia regalato queste 2 ore di stalking credendo che si trattasse della mia.
The end.

(a parte per il fatto che il mattino dopo, priva della mia consueta sveglia al cellulare, mi sono gioiosamente presa in ritardo)

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martedì 10 novembre 2009
Amenità di ritorno
Trovo sia incantevole incontrare le persone a distanza di tempo e ricevere tanti saluti squisiti in cui le simpatiche amenità ti conquistano a profusione, e.g. "ciao, ti vedo ingrassata"(1) o "ciao, meno male che non ci devo provare con te"(2) e soprattutto "ciao, mi sono appena reso conto che tu sei la causa di tutti i mali della mia esistenza nell'ultimo anno"(3).
Particolarmente gustosa (e meno deprimente) la prima scenetta, con Pausa che torna in palestra dopo 2 mesi di assenza pressochè totale causa infortunio. Si parte da un momento di entusiasmo.

P: Ma ciao!!!
N: Ehi ciao, sei tornato!
P: Sì finalmente, come stai?
N: Bene dai, ti trovo bene.
P: Sì. Tu sei ingrassata.
N: Co... Ma nuo!!!
P: Be' ma Novi io son contento.
N: ...
P: Sul serio, stai bene così! Che problemi ti fai? Sei una di quelle col fisico migliore fra le ragazze qui dentro.
N: [si guarda intorno]
P: [guarda lei che si guarda intorno]
N: Enrico, te possin... sono l'unica ragazza qui dentro!!!



(1) Pausa
(2) Top Secret (causa piani confidenziali)
(3) Marm

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domenica 8 novembre 2009
THE CHEAP PARADE

...and the winner is:

per la categoria "Il cielo in una stanza"
La sauna in 4 che, nonostante gli altri 3 siano dei baldi giovini (per lo più sconosciuti, a parte il sosia di dadù che da quel momento inizia a considerarmi causa dei mali sulla terra), diventa una specie di salone da parrucchiera a proposito di Vaniglia.


per la categoria "We are the champions"

La sottoscritta che, perdendo le staffe dopo un anno che tenta di venire a capo di un esame con un prof, contatta 3/4 della facoltà con il tono raggelante di Leroy Jethro Gibbs quando gli manca il caffè, tanto che il giorno dopo è il prof stesso a chiamarla a casa per risolvere la situazione.

per la categoria "Serenata rap"

L'influsso di una settimana a 3 ore di sonno per notte che mi ha portata a invitare dislessicamente Raven alla fiera del Cremone a Torrona........

per la categoria "La macchina del capo"

McSc che, irritatissimo per tutti quei ritardi dei partecipanti al corso, prendendo il foglio che gli porgo con tono sinistro mi domanda: "Ma Novella, se io evito di firmare questa carta loro restano tutti senza pranzo?", mentre un inquietante lampo soddisfatto gli illumina gli occhi.

per la categoria "Il battito animale"
Liquirizia e Sugar che finiscono su Due cuori e una gatta; Nonna Bruschetta che diventa la star incontrastata della nostra pet therapy; Ombretta che ricomincia a scambiare ogni partita di calcetto per scene di violenza familiare, accorrendo con aria preoccupata e miagolante.


per la categoria "Non ho l'età"

Dopo una serata passata a ripetere endemicamente a turno "Ora vado che è tardi e domani mi alzo alle 5" ricominciando subito dopo a chiacchierare fino alle 2.00, braghy che il giorno dopo in palestra viene a domandarmi se ho altri 15 minuti di autonomia o mi deve portare un tramezzino.

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sabato 7 novembre 2009
Il tavolo degli incontri

Sono passata di fronte al bar in una domenica mattina inaspettatamente calda; il bar era un po' squallido e svagato, forse anche sporco, con due o tre vecchi al tavolo di fuori che discutevano, imprecavano, giocavano a carte.
Una volta i bar erano punti d'incontro, mica di passaggio. Ci andavi anche da solo perchè sapevi chi avresti trovato: ogni bar aveva le sue abitudini, le sue persone, le sue sigarette. Per ogni persona c'erano i bar e c'era "il" bar. Avevi "il" bar. Avevi "la" compagnia. Avevi punti di riferimento, un'identità e invece adesso gli incontri sono frettolosi oppure telematici, non conosci gli altri nemmeno dopo dieci anni che li incroci sul portone di casa e ti sbrighi a trovare le chiavi.

Così, succede che sia il caso ad avvicinarti alle persone. Ad uno sconosciuto.

Ad un ragazzino che sti sta discretamente sulle scatole perchè ti infastidisce ogni giorno in stazione, e invece quel giorno, proprio quel giorno siete seduti vicini in silenzio e ognuno dei due guarda verso una direzione diversa, tu fissi i tacchi della signora che scivola sul marciapiede bagnato e poi quell'annuncio, quell'annuncio stranissimo vi fa sobbalzare allo stesso modo e scambiare uno sguardo che, per un secondo, vi scava dentro e lascia esposti i pensieri.

Ad una ragazza che non avevi nemmeno notato entrando nello spogliatoio, che all'improvviso lascia andare un gemito e ti confida d'impulso che le hanno rubato una sciarpa, quella sciarpa che le era tanto cara, che non costava molto ma le era cara nei ricordi, nelle giornate fredde, nelle chiacchiere e ti racconta tutte queste cose con una inspiegabile fiducia negli occhi sgranati e tu la vedi, la vedi mentre la compra, mentre sorride al pittore giovane di strada, mentre corre sotto la pioggia o conosce il ragazzo dell'aula accanto con quella sciarpa addosso.
A qualcuno con cui chiacchieri ogni giorno ma parli molto meno, qualcuno che ti piace ma che hai sempre lasciato nel suo mondo così come lui ti ha lasciata nel tuo, qualcuno di estremamente forte nel modo di porsi che chissà perchè, per cosa, un giorno tra una parola e l'altra senza guardarti ti confida quella sua inattesa debolezza, mentre ti sentivi al sicuro ti afferra e ti trascina al centro della sua intimità lasciandoti spiazzata, felice, confusa.

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Incespicanze (3/4)

La bambina ha gli occhi neri di fuliggine, l’aria quieta e impolverata di chi non è curata abbastanza: non è l’aspetto, è il modo di muoversi, di guardarti in tralice e percepire subito le cose.
Non posso seguirla tutto il tempo ma lei non me lo chiede, non se lo aspetta. Mi chiede soltanto, mentre ci sono, di prenderla: prendere quello che mi dà, i suoi racconti, il suo tempo, le sue confidenze. Di prendere i suoi pastelli per disegnare con lei, sperando che io faccia un disegno migliore del suo perché, fosse solo per un’ora, ha bisogno di qualcuno di migliore.
Non è facile dare, lasciare che qualcuno si appoggi, perché prima devi essere e se il tuo essere in quel momento è un'incespicanza... be', devi ritrovare il passo.
Ho conosciuto persone che usavano sempre troppi paroloni, e poi? Vedi delle foto di una persona a distanza di tempo e la ritrovi uguale a prima: le stesse righe nei maglioni, le stesse espressioni, gli stessi capelli. Le stesse pose nelle foto con la nuova ragazza di quelle che aveva con la precedente. Com’è possibile restare uguali, restare immobili? Tanta misera linearità, com'è possibile che si convinca di avere qualcosa da dare, di poter amare? Come puoi passare attraverso le cose che ti succedono così indenne?
Anche il ragazzo due giorni fa in palestra aveva paura di qualcosa. Quello che correva più veloce di me, nella stanza rossa piena di specchi e riusciva ad essere bello anche sotto la luce impietosamente artificiale. Correva come se scappasse da qualcosa, senza il tempo di fermarsi a ciarlare, sbuffando per immagazzinare aria.
Ma va bene la paura. Significa che ti accorgi.
Allora mi sono fermata, ho respirato.
Ho iniziato a scegliere ogni giorno un colore diverso per la mia giornata: i vestiti, il trucco, l’umore sono diventati viola, verdi, blu.
Ho comprato una sciarpa che fa quasi da maglione, perché se una cosa che il Tomtom aspetta sono quei brulè con cui scaldarsi nel freddo pungente dell’inverno che troverà al suo ritorno, posso dargliela. Anche se è una cosa piccola. Anche se il gelo mi terrorizza. Perché se lui non fa parte della mia quotidianità, allora comprerò una sciarpa e farò parte della sua.
E poi, poi ho pensato che erano passati 4 anni.

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Incespicanze (2/4)

Sono passati quasi 4 anni dal 17 maggio, ma il 17 maggio è una di quelle date che raccolgono metodicamente nel loro paniere tutti gli sbagli di una vita: puoi biasimarmi se non ti vengo a trovare?
Da quando ti hanno sistemata speculare a Giulia, con la croce attorcigliata in ferro battuto e il libro e l’erbetta, non sono venuta nemmeno una volta.
Poi sono arrivati i sogni.
Quegli 8 kg di cui mi accorgevo all'improvviso, e l’aspetto sconcertante che non erano i kg ma l’essere stata colta così strabiliantemente alle spalle.
Nel secondo sogno c’era il Tomtom ed era un sogno molto bello, ma quando mi sono svegliata ho notato qualcosa di strano.
Mia zia, quella che mi irrita spesso dando consigli non richiesti e opinioni sulle mie scelte personali, tra un sogno e l'altro si è impicciata ancora, ma con un’aria nuova, molto triste; pensava ai viaggi del Tomtom e rifletteva sul fatto che sembravo aver perso il mio entusiasmo, ma che una novella senza entusiasmo non è più una novella, e così ero sicura di voler perdere i momenti che avrebbero dovuto essere i più belli? perché non era giusto, non avrei riavuto indietro quella gioia di provare e stare insieme e fare progetti.
Allora mi sono ricordata. Come capita nei sogni, la stonatura che avevo percepito al risveglio stava nel fatto che il Tomtotm non era “proprio” il Tomtotm, era lui ma era anche qualcun altro… qualcuno di più familiare.
Più familiare.
L'ho pensato e mi sono venuti i brividi, perché per quanto sia importante per me, lui ogni volta esce dalla mia vita e succede che nei sogni si confonda con un qualunque palestrante che vedo spesso e che per questo motivo fa parte della mia quotidianità più della persona con cui sto, con cui dovrei stare: perché fa parte delle mie giornate.
Ogni volta che raggiungi l’aeroporto, dopo il check-in, dopo esserti liberato di tutti i bagagli, per un secondo, per un unico, debole secondo, ti volti mai indietro prima di salire?

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venerdì 30 ottobre 2009
THE CHEAP PARADE



...and the winner is...


Per la categoria “Donna Felicità”
La cameriera del Vesuvio, onesta pizzeria dotata di insegna fluo anni ‘80 e personale tanto affabile e cordiale da farti pensare che sia stato addestrato nel bootcamp personale di Van Helsing. La suddetta, in particolare, avendo preso in simpatia il Babu, quando lui le fa notare la sacrilega scarsità di salsa rosa, lo guarda, poi per tre interi secondi lascia spazio solo ad un perfido sorriso prima di prorompere in un beato: “LO SO!” 


Per la categoria “Con te partirò”
L’appuntamento con Manuel+Salvietta ad un non ben noto Pam di Vicenza a cui io e il Babu ci stiamo recando, cercando inutilmente con lo sguardo insegne di Pam per svariati chilometri prima di scoprire che, a Vicenza, le insegne dei Pam hanno dei colori inspiegabilmente diversi dal resto dei Pam del mondo e facendoci raggiungere dal dubbio solo nel momento in cui, superato il Pam d’incontro di circa 5km, gli unici cartelli disponibili dopo una rotonda sono “Torri di Quartesolo” a sinistra e “autostrada” a destra, motivo per cui iniziamo a girare a tondo nella rotonda senza più uscirne, attendendo che la forza centrifuga ci riduca in polvere.


Per la categoria “Cervo a primavera”
Il ragno radioattivo fosforescente che, grande quanto un cesna, occupa metà del mio giardino ma che, secondo mia madre, è intoccabile in quanto le paga l’affitto tutti i primi martedì del mese. 



Per la categoria “Guarda come dondolo”
Fra che con grande sprezzo del pericolo (e dei suoi polmoni di fumatore) si avventura da solo nelle gabbie. E quando dico da solo intendo da solo: nessuno nella sua gabbia, nessuno nelle altre gabbie, nessuno nelle giostre intorno. Tanto da guadagnare, dopo i primi 5 minuti di tentativi frustrati (e documentati), l’incoraggiamento di tutti i giostrai muniti di microfono del circondario.


Per la categoria “L’emozione non ha voce”
Il Tomtom che prova a chiamarmi ma la ricezione è talmente pessima che ad un certo punto, sentendo dei rumori confusi, gli domando cosa stia facendo e mi risponde che è in piedi sul tetto della jeep per provare eroicamente a fare da antenna umana.


Per la categoria “Profondo rosso”
E cioè la battuta più orrenda della settimana...

...Niente da fare, non ce la faccio a scriverla, non posso, è troppo orrenda. 
Comunque ha vinto 31.

Per la categoria “Billie Jean”
La mia sagacia ninja che mi porta ad inciampare sul mio stesso piede e, di tutte le cose che conteneva la mia borsa, far cadere proprio le pillole anticoncezionali sulle estremità di una delle chiarissime neonatologhe con cui lavoro da alcuni mesi a distanza per la preparazione di un progetto sul supporto emotivo e professionale alle nascite pretermine e che ho finalmente incontrato di persona. 


Per la categoria “Diavolo in me”
Il prolungamento dei dialoghi con il Losco Figuro Palestrante…
LFP: Ok, per non creare problemi glielo dirò, che non ho ANCORA fatto niente
con te.
N: Pestifero… 


Per la categoria “Non è Francesca”
LA MOSCA che, con profondo sprezzo del pericolo e mantenendo segreta la sua identità per salvare le nostre anime, è venuto a trovarmi (e invece di me ha trovato una specie di campeggio).


Per la categoria “Siamo una squadra fortissimi”
Io che passo la serata a cercare il momento giusto per avvertire LA MOSCA di non fare quella battuta, e poi, appena ci riesco… Interviene a dirla Fra come un allegro compagnone! 


Per la categoria “Candle in the wind”
Lo zio di Luì che avendo il Parkinson riusciva sempre ad ammazzare le mosche, che nonostante gli occhi non potevano per questo intuire la traiettoria della sua mano (indiscutibilmente il mio mito).

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domenica 25 ottobre 2009
Le pagliuzze nel cuore

In fondo non dovrei mica lamentarmi; è come tornare giovani giovani, adolescenti rumorosi pieni di idee precise e piercing, che riducono i rapporti umani a una chat in messenger.
Con la piccola differenza che loro lo fanno in continenti in cui messenger funziona, tra le altre cose. A voler guardare la pagliuzza, ecco. Però insomma, si tratta pur sempre di uno stile di comunicazione ggiovine dentro.

Poi è affascinante mettere alla prova le tue capacità linguistiche, empatiche, analitiche: uno ti telefona e dato che capisci metà delle cose che ti dice, l'altra metà ti conferma quanto lo conosci perchè non sentendola devi intuirla da sola per fornire un senso integro al discorso. Man mano che la telefonata prosegue, la metà di facile comprensione si riduce a un terzo di media comprensione, e allora anche le tue risposte ritardano perchè ci metti di più a ricostruire, dare una logica, pensare alla ribattuta.
A quel punto, di solito, lui è in piedi sul tetto della jeep per fare da antenna umana.

Trucco che spudoratamente non funziona, perchè la linea cade. Una, due, tre volte.

Durante le pause hai anche il tempo di ripensare alle volte in cui hai mangiato a costo di stare male solo per fargli compagnia, per esempio quel gelato in Croazia per cui hai visto ripetutamente la morte. O alla volta in cui correva sotto l'acquazzone per venire a prenderti, con una buffa smorfia seccata per il maltempo, ma poi ha alzato lo sguardo e per averti vista si è messo a sorridere in modo istantaneo. Puoi pensare a certi regali, a certe luci, alle volte in cui ti sei persa ed è venuto a ripescarti, alle discussioni in riva al fiume, ai libri scambiati, ai discorsi infiniti e alle mucche a cui dare un nome; puoi ripensare ai brulè tenuti con due mani per potergli rubare il calore in una serata ventosa d'inverno, fingendo che ricordare ti basti.

La telefonata riprende senza che la frammentata conversazione diventi mai una conversazione vera, attestandosi su livelli da ascensore, ciao come stai, governo ladro, senti che freddo, hai bevuto un brulè? Fingo di rispondere con il tono allegro e vivace di chi è contento di sentirlo e si diverte un sacco anche quando manca, o che quello che abbiamo significhi portare avanti una storia.
Quando mettiamo giù il telefono (meglio: quando si mette giù da solo) entra la gatta come chi ha tutta l'aria di voler consolare con un'industriale quantità di fusa la sua povera umana.

E mentre sfogo sulla sofficiosa tutte le carenze, penso che alla fine ho più scambi umani con alcuni miei palestranti che con lui. E' una pesante pagliuzza.

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martedì 20 ottobre 2009
CHEAP PARADE - le perle della settimana

Non dico che da oggi in poi sarò metodica e regolare e partirò dalle nominations, però un po' di logistica in più se la meritavano, le mie superbe figure/sventure/ecc quotidiane, sempre entusiasticamente presenti. Almeno una periodica classifica dei vincitori. Ed ecco il perchè della Cheap parade.
(4 su 8 ambientate in palestra, devo riprendere la mia vita sociale)

& so the winner is...


...per la categoria "Pinne, Fucile ed Occhiali"
Il mio riuscitissimo tentativo di vendetta quando, trovandoci Raven ed io nell'idromassaggio a far caciara, lui mi spruzza con abile mossa da prestigiatore, ed impegnandomi io seriamente per rispondergli, con mossa altrettanto matrix finisco per.. docciare agilmente me stessa.

...per la categoria "Vorrei incontrarti fra cent'anni"
Vaniglia che torna
in palestra e pian piano fa il giro della struttura per salutare tutte le sue groupies una alla volta, ed io che pian piano faccio lo stesso giro della struttura per non incrociarlo mai.
(N.B. e Raven che mi racconta che secondo una sua amica sarebbe meglio lui di Vaniglia con l'incomprensibile aria di chi rivela una cosa strana)


...per la categoria "Fiki fiki"

Braghy che ci prova facendolo perfidamente sembrare il tentativo di un innocente di salvarsi la vita, o di dare un senso alla propria morte:
"No senti bocia, ci sta camminando intorno da mezz'ora con quell'aria da lord scuro in volto, e siccome mi è già capitato, se devo prenderle vorrei almeno che non fosse per qualcosa che non ho fatto!"

...per la categoria "Occhi di ragazza"
Dopo un lunedì che aveva tutta l'aria di essere un lunedì, dopo che ti avevano chiesto in sequenza cos'avessi combinato, se avevi pianto, se eri stata pestata, se avevi perso il portafoglio, cosa ne avevi fatto della tua vera faccia, e perciò dopo esserti rilassata con una sauna ad libitum+idromassaggio, succede di non avere voglia di reinfilarsi reggiseno, camicia, maglione e di buttarsi addosso solo quella tua maglietta fina che tanto il tragitto è spogliatoio-casa e cosa vuoi che succeda.

E succede di incrociare quell'amico che non vedevi da un po' e che propone di bersi qualcosa un minuto, prima di andare a casa; di accettare volentieri e andare a prendere un aperitivo e ricordare di essere, ops, così abbigliata solo dopo aver tolto il giubbotto.


...per la categoria "Ho scritto t'amo sulla sabbia"
Il mio amico restauratore che non è più soddisfatto delle sue importanti dichiarazioni scritte sulle pareti della casa che starebbe risistemando; coinvolge perciò anche tutti i colleghi e quando passo lì sotto la mattina ho una squadra di inquietanti creature che interrompono il lavoro per gridarmi "Buongiorno signorina" (è una specie di messaggio in codice) e si allineano sul tetto come gli uccelli di hitchcock finché non son passata - di corsa, sperando che mi veda meno gente normale possibile.

...per la categoria "Perchè lo fai"
Il topless bar che per festeggiare i 10 anni di attività organizza una serata in cui offrirà ai clienti le migliori pornostar e ballerine di lap dance del mondo, e... gratis tanta porchetta!!!

...per la categoria "Wild boys" e premio della critica

Conversazione con il Tomtom dopo che, alcune settimane prima, mi era stato ampiamente e teneramente da lui raccontato del reparto di maternità degli ippopotamini lì vicino che un giorno sarebbe andato a vedere.
N:
Allora, come sono gli ippopotami?

T:
Mmm, buoni!!!


...e infine, premio speciale della giuria per la categoria "Hanno ucciso l'uomo ragno"

Braghy che mi passa il video di Vaniglia che viene cacciato da Uomini e Donne. Non potrò mai più entrare in quella palestra o guardare in faccia IL GENIO (e Marm mi vuole un po' meno bene dopo che l'ho costretto a vederlo fino in fondo), ma gli sarò in eterno riconoscente.

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sabato 17 ottobre 2009
La parentesi del ripostiglio
Tra un groviglio e l'altro ho anche i miei deus ex machina che mi permettono di recuperare terreno.
Per esempio frugare per un pomeriggio intero nel ripostiglio dei miei vecchi libri e giochi di bambina; ritrovare le mie pagine, i miei pupazzi, i miei piccoli mondi con la loro piccola polvere. Ritrovare Incisivo, la pianola, la macchina da scrivere rossa e tutte le sensazioni di quando me li hanno regalati. Ritrovare le mie pagine scarabocchiate sui libri preferiti, l'Isola felice, i Playmobil e tutti i territori sconosciuti in cui mi hanno scaraventata. Ritrovare lettere, bagagli, biglietti e messaggi da condividere con una risata con chi se li ricorda ancora.
O, per esempio, una domenica sera con persone che mi piacciono, la Salvietta che incontra Raven, la loro sintonia: avevo dimenticato, in quest'ultimo periodo, quanto sia bello, confortante, importante avere vicino le persone cui tieni. Senza temere tutto il tempo che se ne vadano, o che succeda un'imboscata. Averle semplicemente con me.
Hanno detto - che non ho saputo riconoscere l'amicizia falsa.
(persone che conosco poco ma che sembrano riconoscere molto, meglio di me indubbiamente)
Hanno detto - senza dire - che allo stesso modo mi affanno su qualcosa che non c'è.
C'è una scelta giusta? La pervicacia, la fedeltà? O la serenità su cui incespico ogni giorno senza afferrarla?
Io che vivo di grovigli e di domande, posso farcela da sola così a lungo?
Non lo so. Ma: esiste per Novella la serenità senza coerenza?
Non credo.
Eppure. Giovedì sera, una sauna vuota e 5 minuti di chiacchiere che diventano 45: perchè non può essere così?

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martedì 13 ottobre 2009
Sometimes
A volte prendere quello che ti succede con leggerezza è un modo per sopravvivergli.
A volte esci e pensi di aspettare Corazzon sotto casa stanotte perchè aveva assicurato che domani sarebbe arrivato il freddo. Domani.
A volte ridacchi ripensando alle caustiche teorie di braghy su chi ti è amico per finta e per convenienza e alle sue rimostranze perchè per la seconda volta di fila ti sei vestita "troppo", secondo i suoi canoni, per andare in palestra.
A volte tutto questo ti fa bene, perchè ti permette di evitare il pensiero dell'articolo che hai letto stamattina appena sveglia, quello su Medici Senza Frontiere che torna in Afghanistan e tu lo sapevi che sarebbe tornata in Afghanistan perchè sapevi chi ci sarebbe dovuto essere. Soprattutto, ti permette di evitare il pensiero sul perchè MSF se n'era andata dall'Afghanistan, 5 anni fa. Te lo ricordi bene. 5 anni, 5 persone.
Concentrarsi sul freddo ti allontana gentilmente dalle sensazioni di questa mattina mentre leggevi quell'articolo e le lacrime spingevano, spingevano e pungevano e poi spingevano ancora. In questi momenti la lontananza sembra davvero il problema minore, il più facile da gestire, da digerire.
Ma questo. Come puoi sopportarlo ancora?

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venerdì 2 ottobre 2009
Una.Cosa.Alla.Volta.
1) Nel mondo ci sono tante teste di cazzo che non meritano necessariamente di essere investite in retromarcia, ma proprio non riesco a perdonarmi di aver stimato una persona meschina e inutilmente presuntuosa.
2) Quell'inaspettato angolo di serenità domenica a Treviso... grazie.
3) Il karma fa davvero schifo. it sucks. Sta lì in agguato a mostrarti quello di cui hai bisogno a tradimento, proprio quando ne hai più bisogno, quando sei profondamente stanca e demoralizzata e in litigio, e soprattutto fa in modo che te lo offrano le persone sbagliate.
Per esempio, quella persona che ti piace tanto, senza implicazioni, che all'improvviso ti dice che sei cieca e non hai capito niente.
4) Macchina sotto il sole e cioccolato in macchina non sono due buoni compagni di banco.
5) Certe persone ti cagano (ti amano, ti venerano) solo quando sono infelici e bisognose. parole, parole, parole.
6) La guardia dei miei protettori palestranti si è estesa, dopo gli esseri umani, anche alle zanzare, essendo io "taaanto dolce" (cit)
7) Errare è divino
8) Dov'è Lee Osvald quando ti serve??
9) Quando penso troppo, sale la nebbia.
10) A quanto pare ho un segugio privato: vedi post a seguire, tenendo a mente il punto 3.
11) Chi di rotolo ferisce, di rotolo perisce. Oh gentile karma, so di aver nascosto tutta la carta igienica (e lo scottex, e i fazzoletti, e i tovaglioli...) a mio cugino, ma tu dovevi proprio tentare di soffocarmi tra le spire di 8 metri di cintura di sicurezza? Neanche ci stanno, 8 metri di cintura di sicurezza nella mia macchina: ho dovuto aprire il finestrino!
12) Esattamente, perchè un aereo questa mattina avrebbe dovuto tentare di atterrare sopra la mia testa?
13) Ho una compilation in testa che piacerebbe a Morgan: Talking Heads, Cream, De andrè, Smiths, Luigi Tenco.
14) Non importa quanto mi mandi a rotoli, se litighiamo, non importa se sono così aggrovigliata che mi faccio investire dalle macchine e cado dalle scale. Ti darò sempre il beneficio del dubbio.

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giovedì 24 settembre 2009
Letterina al mio amico Buddha sulla reincarnazione
Caro Buddha,
come stai? Non ti spaventare se ti scrivo, ma mi piacerebbe avere qualche informazione sulla mia esistenza futura, nel caso in cui ne meritassi una. Qualche garanzia, diciamo.
Non importa se sarò una persona o una rana o un orsacchiotto di pelouche, ma nella mia prossima vita potrei per esempio non avere più una famiglia da fumetto, non una che dà tranquillamente vita a degli episodi che potresti trovare in una striscia dello Shockdown per favore?
Potrei non avere degli amici che quando sono depressa vanno da quello che fa finta di niente a quella che mi vuole mandare da uno bravo? E potrei anche, se ti avanza tempo, eliminare quello che cerca di chiamarmi Vrì, diminutivo di Vrigurgito?
Come terzo punto è possibile non avere dei colleghi che mi salutano mentre vado via, poi ci ripensano e mi rincorrono per venire a dirmi che mi stanno bene quegli occhiali da sole, poi ritornano indietro e si schiantano contro la porta automatica (evidentemente meno automatica di quanto ci aspettassimo)?
Quando avrai risolto questo, potrei non trovare una palestra in cui l'élite dei fustacchioni mi prende in simpatia e così essendo io finita sotto la loro ala protettiva mi pedinano quando corro fuori, vengono a controllare che non cada quando corro sul tapis roulant, si precipitano in quattro ad evitarmi i pesi più grossi e in otto ad evitare che io parli con i nuovi arrivati? E neanche quelli che fra loro m'invitano a cene succulente, visto che già le mie cosce stanno lievitando con tutta questa nutella che fa le veci del Tomtom?
Potresti, per favore, non farmi più incontrare Tomtom che rispondano ai miei crepacuore con discorsi ragionevoli?
Vorrei infine, se mi è concesso, che nella prossima vita il mio ragazzo non avesse un satellitare che non satellita e, quando per vedere se mi arrivano messaggi me ne manda uno di prova, visto con quanta frequenza riusciamo a sentirci non me lo mandasse con scritto "PROVA".
Grazie Bud.
Sapevo di poter contare su di te, fratello!

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posted by sand @ 22:11:00   2 comments
martedì 15 settembre 2009
Gratitudine
Domenica sera Licia mi ha detto qualcosa sul fatto che io sarei, esteticamente, "sempre impeccabile" (il che è quasi commovente per una che ha passato la vita a cercare di convincere il mondo che i suoi capelli sono una forma di vita indipendente e le macchie vogliono conquistare il mondo, per esempio).
Perciò sono molto grata a braghy per aver eroicamente salvato questa mia nuova, incomprensibile reputazione impedendo che ieri l'intera palestra godesse di una vivace panoramica di certe mie grazie posteriori.

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posted by sand @ 08:04:00   0 comments
giovedì 10 settembre 2009
"1, 2, 3, 4, 5 10 100 passi"

Da quando lì a Jumanji sono arrivati in regalo il gin, la sambuca e una gentile collaboratrice, il Tomtom latita.
Così io corro di nuovo.


(però, in memoria dei vecchi tempi, ho messo qualcosa di bianco)

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posted by sand @ 10:28:00   0 comments
mercoledì 2 settembre 2009
Tentativi

N, in palestra.

V:
Ciao!

N: Ciao!
V: Cosa leggi?
N:
[solleva la copertina]
V:
Ah...no.
N:
"No"?
V:
No, no.
N:
Nel senso che non lo conosci?
V:
Una volta ho provato a leggere un libro.

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posted by sand @ 09:47:00   0 comments
About Me

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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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