Oceans...
my glass mask   
lunedì 7 dicembre 2009
Babbo Natale esiste
C'è il fatto che stanotte, dopo un po' che non ci sentivamo e senza cause apparenti, stanotte ho sognato Marm e Marm ha sognato me. Ecco perchè posso ragionevolmente affermare che non di sogno si trattasse ma di sonnambulismo.
Così, mentre lui disquisiva polemicamente su questo modo di incontrarci eccentrico ed intricato, due buone ragioni per ritenerlo in effetti reale, io mi sono entusiasmata.
A Natale tutto è possibile.

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sabato 7 novembre 2009
Incespicanze (2/4)

Sono passati quasi 4 anni dal 17 maggio, ma il 17 maggio è una di quelle date che raccolgono metodicamente nel loro paniere tutti gli sbagli di una vita: puoi biasimarmi se non ti vengo a trovare?
Da quando ti hanno sistemata speculare a Giulia, con la croce attorcigliata in ferro battuto e il libro e l’erbetta, non sono venuta nemmeno una volta.
Poi sono arrivati i sogni.
Quegli 8 kg di cui mi accorgevo all'improvviso, e l’aspetto sconcertante che non erano i kg ma l’essere stata colta così strabiliantemente alle spalle.
Nel secondo sogno c’era il Tomtom ed era un sogno molto bello, ma quando mi sono svegliata ho notato qualcosa di strano.
Mia zia, quella che mi irrita spesso dando consigli non richiesti e opinioni sulle mie scelte personali, tra un sogno e l'altro si è impicciata ancora, ma con un’aria nuova, molto triste; pensava ai viaggi del Tomtom e rifletteva sul fatto che sembravo aver perso il mio entusiasmo, ma che una novella senza entusiasmo non è più una novella, e così ero sicura di voler perdere i momenti che avrebbero dovuto essere i più belli? perché non era giusto, non avrei riavuto indietro quella gioia di provare e stare insieme e fare progetti.
Allora mi sono ricordata. Come capita nei sogni, la stonatura che avevo percepito al risveglio stava nel fatto che il Tomtotm non era “proprio” il Tomtotm, era lui ma era anche qualcun altro… qualcuno di più familiare.
Più familiare.
L'ho pensato e mi sono venuti i brividi, perché per quanto sia importante per me, lui ogni volta esce dalla mia vita e succede che nei sogni si confonda con un qualunque palestrante che vedo spesso e che per questo motivo fa parte della mia quotidianità più della persona con cui sto, con cui dovrei stare: perché fa parte delle mie giornate.
Ogni volta che raggiungi l’aeroporto, dopo il check-in, dopo esserti liberato di tutti i bagagli, per un secondo, per un unico, debole secondo, ti volti mai indietro prima di salire?

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lunedì 13 luglio 2009
Tutto quello che mi costa
Incontro sempre più persone che non ricordano i loro sogni, e forse è una specie di fortuna perché per loro rimangono quell'atto di pulizia efficace che però non va ad infestare la loro vita reale come succede a me, che ricordo molti dei miei sogni e spesso mi lasciano anche sensazioni particolari di cui fatico a liberarmi durante il giorno. E tuttavia, dal mio cervello colorato e confusionario, continuo a considerarli una ricchezza, come se ogni volta si premurassero di rivelarmi un segreto.
Ho passato un bel week-end, all'interno di questo periodo di alti e bassi dati non tanto dai fatti in sé, ma dal mio modo di interpretarli in base ad un'impressione che mi accompagna incerta e testarda.
Buona musica per esempio, una serata (più rilassata, meno agitata) simile a quelle che vivevo anni fa, sempre alla ricerca di note che facessero da sfondo ai miei pensieri, di suoni che accontentassero la mia ricerca dell'assoluto.
O per contrasto, quei momenti molto assoluti arrivati da soli col Tomtom su al Castello.
Così questa notte ho sognato di nuovo di essere incinta: da anni il mio sogno ricorrente non tornava a trovarmi, a segnalarmi la fecondità, la gioia, la purezza dei miei giorni. E ho capito che la fatica non importa, che gli alti e bassi lasciano segni e fanno male ma non importano. E' la strada che voglio, e posso farla funzionare.

Tu sai che io sono fondamentalmente rispettosa delle idee degli altri, e delle tue più che mai, perciò come ti ho detto ieri, con il cuore in gola quando mi hai fatto sapere cosa ti passava per la mente, di fronte a una tua decisione non risponderei mai con un "Non farlo". Con tutto quello che mi costa, che è tanto, che a volte mi sembra troppo, che anziché diventare abitudine col tempo diventa uno strapparsi via pezzi di pelle e di lacrime e di carne, ogni volta che te ne vai dopo essermi penetrato più a fondo.
Perciò, per oggi, in questo mio angolino senza realtà, lasciami questo ritornello senza importanza. Solo per oggi lasciami il mio capriccio di bambina a consolarmi e farmi accettare anche la lacrime, che non venivano le altre volte ma adesso arrivano, anche loro rovesce. Lasciami dire quanto voglio, senza che tu senta:
Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non 0partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire Non partire

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sabato 30 maggio 2009
Sogni da Day After
Questa notte mi sono svegliata all'improvviso, con il cuore in gola, gridando dentro il mio cervello che oddio, mi ero addormentata invece di partire ed era tardi, non ero riuscita ad andare a prenderlo in stazione.

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domenica 24 maggio 2009
Sogni quasi ricorrenti
Non posso dire che sia un sogno ricorrente perché non lo è: c'è un elemento che si ripete, ogni volta in circostanze diverse.
Sogno spesso che qualcosa che è successo qualche anno fa (mica difficile capire cosa) in realtà non sia successo. A volte lo scopro in un modo, a volte in un altro. A volte è per un motivo, a volte per un altro.
E' questa mescolanza di realtà e sogno che non mi permette di capire se sto vivendo o sognando, mentre succede, e poi al risveglio ho bisogno di alcuni minuti per rimettermi in sesto dai dubbi e dalla confusione, e per capire quale sia la realtà delle cose, l'una o l'altra.
Non è mai particolarmente bello il momento in cui lo capisco, comunque.

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mercoledì 29 aprile 2009
Sognare ragni giganti, e non rendersi conto che.
Mi è rimasto impresso quel ragno gigante che ho sognato ieri notte, era grande e giallo, neanche cattivo - ma ragno, e grande e giallo e ballava il tip-tap vicino ai miei piedi. Mi sono svegliata e mi è rimasto impresso quello, che era la parte finale del sogno.
Nel sogno Marta ed io volevamo andare al cinema, c'era un cinema nel mio sogno a Cittadella, poi Cittadella non era davvero Cittadella, sembrava un paese di mare, coi negozi aperti sulla strada e le case basse, con le strade larghe dall'asfalto chiaro e i pini marittimi. Noi ci muovevamo in macchina, io con la mia e lei dietro con la sua e io che mettevo in anticipo le frecce perché potesse seguirmi; mi rendo conto che lei non aveva davvero una macchina, non so come si muovesse.
Ovviamente ci siamo perse.
Abbiamo vagato per un po' prima di capire che la strada per il cinema passava (questa volta a piedi) in mezzo ad un ristorantino all'aperto, pieno di palme e di felci e completamente buio a parte per alcune luci colorate appese ai rami, rosse, verdi, blu. Se esistesse quel posticino sarei sempre lì.
Poi è arrivato questo ragno. Mentre parlavamo col proprietario, perché si sa, quando si è con Marta si finisce sempre per attaccare bottone con la gente.
E mi sono svegliata e sono rimasta un sacco di tempo stranizzata da questa cosa del ragno, finchè non mi sono resa conto che la parte strana non era lui, era Marta, e io invece sono ancora così abituata alla sua presenza che non me ne sono resa conto fino al pomeriggio, quando per poco non le ho telefonato per raccontarglielo.

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lunedì 9 marzo 2009
Un sogno

Questa notte ho fatto un sogno e poi mi sono svegliata e non me ne sono resa conto subito, ma dopo un po' mentre mi lavavo i denti anche se avevo la bocca tutta piena di schiuma me lo sono ricordato, e mi è dispiaciuto. Ho detto: accidenti, che peccato - era solo un sogno!

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martedì 3 febbraio 2009
Recupero 1 - Indovina il telefilm
Credo ragionevolmente di essere entrata in un telefilm.
Considerando molteplici aspetti della mia vita attuale, comincio ad esserne discretamente certa.

- Vivo in base a dei numeri. Sempre gli stessi, a memoria, come un incubo. Ogni giorno la mia vita è regolata in base agli orari in cui devo digitare quei numeri.
- Sono circondata da uomini seminudi e muscolosi.
- Faccio sogni bizzarri e talvolta violenti che si rivelano parzialmente premonitori.
- Mi sento prigioniera.
- Ho una ferita ad una mano e strani, inspiegabili malesseri.
- Mangio quello che trovo, quando posso.
- Se mi immergo nei ricordi del mio amore lontano, sento canzoni che creano atmosfera.
- Rischio la vita.
- Sono contesa fra un medico affascinante dal cuore generoso ed un palestrato sexy con faccia da schiaffi.
- Ho delle visioni.
- Mi gira così tanto la testa che potrei prendere il volo e atterrare chissà dove.

Indovinato?

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lunedì 17 novembre 2008
Scoperte
Ho scoperto che la mia macchina sa guidare da sola, il che è una fortuna quando da un paio di giorni sei così piena di grovigli che ti rendi conto che stai guidando solo quando è già troppo tardi e stai già, decisamente, guidando.
Ho scoperto di avere ancora i miei poteri telepatici quando mi concentro abbastanza a lungo su una persona (il che tuttavia procura anche le conseguenze del punto 1, non sempre così fortunate, tipo quando l'anno scorso sono entrata in un senso vietato e mi sono salvata la vita solo per la grande prontezza di riflessi di chi vinceva sempre a palla guerra). Nel caso specifico i poteri mi si sono manifestati sotto forma di un sogno sfacciatamente premonitore.
Ho scoperto che chissenefrega, anche quando c'è il considerevole rischio di fraintendimento intanto io lo dico, e non mi pentirò di averlo detto.
Ho anche scoperto che i mesi sono diventati di nuovo lunghi, ma che tuttavia rimarrò qui a contarli perchè è quello che voglio fare.

Ah, e ho scoperto che oggi mia madre ha tentato brutalmente di uccidersi....

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giovedì 13 novembre 2008
Ho fatto un respiro profondo
Questa mattina avevo voglia di guidare.
Sì, lo so che non sono quel tipo di persona, lo so che di solito non scappo dai miei pensieri quando diventano ingombranti; tanti difetti, però da certe cose non scappo. Quando mi succede qualcosa, quando sto male, quando ho bisogno di capire, io non faccio finta di niente con me stessa. Io sto lì e mi lavoro addosso nei miei grovigli personali.
Però stamattina avevo bisogno di guidare.
Niente treno. Niente confortevole, placido treno. Niente briglia sciolta ai miei pensieri. Niente che mi lasciasse sola con me stessa, volevo guidare, volevo tenere le mani sul volante, guardare il cielo gonfio sopra e sentire che stavo andando da qualche parte.
Avevo bisogno di una pausa.
Non rimpiango mai di essermi ficcata in una situazione difficile, non resto da qualche parte perché è il lato comodo, ma questo non significa che certe volte anch'io non sappia dove andare a sbattere la testa. Questo non significa che non faccia male. O che non abbia bisogno di guidare, come una buona scusa. E diluviava così forte che ad un certo punto non vedevo dove stavo andando, non sapevo nemmeno se ero ancora nella carreggiata, nulla.
Mi ha fatto bene. Mi ha tenuta concentrata su questo. Al sicuro.

Questa notte ho sognato che correvo a vedere la pioggia, e poi diventava neve, e poi non era proprio neve perché c'erano anche dei sottilissimi pezzi di plastica rosa.

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giovedì 17 luglio 2008
Però...

..Stanotte ho sognato Mr.Charming.


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domenica 29 giugno 2008
Fare i conti con te

Ti ho sognata, stanotte.
Quando mi capita poi il risveglio è confuso, perché sono situazioni sempre troppo vere per avere la percezione immediata che non si tratta di realtà. Finisco per fare una doccia lavando i capelli con il bagnoschiuma e il corpo con lo shampoo.

Ci sono ancora tante cose che mi colpiscono, ovunque, perché mi riportano direttamente a qualcosa che ho vissuto con te; tante per cui la reazione spontanea è "Devo parlarne con lei". E ancora mi sembra di riconoscerti per la strada. Eppure avrò sempre meno ricordi che hanno a che fare con te, meno foto di quelle che comincerò ad avere con altre persone. Forse un giorno deciderò di cancellare il tuo numero di telefono.

Però ho promesso di fare ciò che posso, e non è solo per me, lo sai. In parte è per te.. perché c'è un buco da riempire. In parte è per lui, perché è quello che posso fare da qui. Per questo, vedi, non è facile non arrabbiarsi con chi cerca di appropriarsi di un dolore che non è il suo. Perché tu che te lo porti in tasca provi a soffiarci sopra, e altri ci riversano sopra parole che neanche conoscono.
Ma ieri mia mamma, in un impeto di generosità che nei miei confronti ha raramente (sono pur sempre la figlia piccola e disastrosa, no?) mi diceva che mi prendo cura delle persone, e che questo è il mio modo: sforzandomi di portare un sole piccolo piccolo, un sorriso anche se sono stanca, di ascoltare anche se sono annoiata. Non lo so se sia così, cerco di farlo e non sempre mi riesce.. però ci provo. E allora adesso che i giorni di distanza da te sono diventati anni, sono diventati, più o meno, 2 anni e 41 giorni, è quello che devo fare. Cercando di non indugiare su ciò che mi manca di te, ma solo sulle espressioni del tuo viso, sul tuo modo di stringermi un braccio, di ridere. Perché in fondo, ormai, fare i conti con te è come fare i conti con me stessa.


When you disappear on me it's just like parades in the rain.. So could you tell me why you're leaving, cause I don't know, I don't know, I don't know.. (Hazy - Counting Crows)

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About Me

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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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