A me gli uomini mi sfiancano. Sì, lo so che ho scritto a me mi. Però insomma, già è impegnativo che ti piaccia un grizzly inglese con tutto quello che comporta. (Per esempio, che tutto ciò che seguirà a quest'affermazione non provocherà in lui nemmeno quella ciliegina di gelosia che tanto riscalderebbe il cuore della sua diletta.) Aggiungiamoci una spolveratina di Stalker che usa il teatro per fare velate allusioni. Giorgio. Una manciata di McBesame che prima mi tormenta di mail e poi quando lo chiamo mi dice "Non puoi proprio stare senza di me, eh?". Salvo riempirmi la casella di posta mentre sono via, comprese le fatidiche mail "solo per salutarti..". Dopo aver mescolato, spargiamo uvetta di bambino maschio teppista per quattro ore di doposcuola e pizzichi di giovane maestro Petro che accorre commosso perché non mi aveva più vista e non si stacca per l'ora seguente (impedendomi di pranzare) per dirmi che gli piace il mio nome, gli piace la mia città, gli piace il mio modo coi bambini, abbiamo delle cose in comune e comunque tornerò presto a trovarti, Novè. Mi ha anche offerto un caffé. Oggi me lo hanno offerto in quattro. Devo proprio avere la faccia fresca come un fiore. Del resto, come ho detto, a me gli uomini mi sfiancano.
DdV:Basta, tu non mi consideri! Ti parlo e non mi ascolti, se sto zitta neanche ti accorgi che non sto parlando, non riusciamo a comunicare, co-mu-ni-ca-re, ti ricordi il significato di questa parola? Mi sento una scarpa vecchia, è evidente che non mi desideri più, e invece le altre, eh, lo so come le guardi, come ti volti, ho speso una fortuna per quel completino e non ti sei neanche preso la briga di guardarlo prima di spegnere la luce, e come se non bastasse la luce la spegni anche quando si tratta di guardarmi il cervello, non mi dici mai niente di te, non mi racconti cosa fai, come va al lavoro, non mi coinvolgi, ma io un cervello ce l’ho sai, quello che vorrei sapere è, mi stimi almeno un po’? Mi stimi?? No, voglio dire, rispondi: mi stimi? Neanche mi rispondi, vorrei tanto capire cosa sono diventata ai tuoi occhi, quale orr… no, adesso lasciami parlare, non interrompermi, parli sempre tu, dici sempre le stesse cose, e la birra e la stanchezza e il lavoro, si vede che lavori solo tu, io mi rilasso, si vede che io non ho niente da fare, sarà per questo che in casa non alzi un dito, anzi ad essere precisa non ti si alza proprio niente, a parte la tavoletta del bagno, chiaro, quella è così alta che non si può neanche riabbassare, una fatica disumana, poi come ci giochi a calcetto con gli amici se ti stanchi e non sei in forma? Perché gli amici, quelli mica si possono abbandonare, poverini, mica si può rinunciare alla serata di sbronza come se foste dei quindicenni, cosa importa se non mi porti mai fuori la sera, io posso stare a casa, “non essere sciocca noi passiamo un sacco di tempo assieme”, non mi fai più regali, mai una coccola, una carezza, una parola gentile, mai che tu mi dica se mi ami, mi sembra di stare con un ragazzino che vuole solo divertirsi e perdere tempo senza saper scegliere cos’è importante per lui, un ragazzino capriccioso che non vuole impegnarsi, non vuole guardarmi, non ha più interesse per me, come un vecchio. Ma non ti accorgi che non abbiamo più nulla da dirci, io sono senza parole, sono davvero senza parole, non so neanche più di che parlare con te, basta, basta. È finita!
Non ci sono solo gli Approcci schiaccianti, tipicamente maschili. A dire la verità quelli non ci sono più, il mio uomo del binario ha lasciato il posto a una frotta di quindicenni chiassosi e il Tomtom, come si evince, preserva la sua imperturbabilità. E' proprio vero, me lo diceva mia zia: guarda che dopo una certa età sfiorisci!
N: Domani che fai? T: Dormo... N: Uh, allora vedo di non chiamarti così non ti disturbo! T: Oh, non preoccuparti... N (pensiero): "tu non mi disturbi mai!!!" T (parole): ...tanto lo spengo!
Trolley fantasma, muscoli fosforescenti e pc conquistatori
Simpatica giornata, nonostante gli asini inglesi. Il pc del boss che impazziva e prendeva possesso del suo studio, per esempio. Tutto è cominciato con un innocuo: Novella, deliziosa Novella (cotanto era il grido della sua anima), potresti tradurmi questo documento? Aspetta che te lo stampo... E da quel momento e per i ventiquattro minuti successivi la stampante ha farcito l'intero studio con TUTTI i documenti contenuti nella cartella, in TRIPLICE copia, nonostante la tecnologia supersonica, gli annullamenti, le garbate imprecazioni del boss che è sempre molto charming anche quando si infervora, se ci sono io. O cose tipo: riuscire a parlare con Amir contemporaneamentevia telefono, skype, msn, sms, chat di fb con una frase di qua e una di là da ricomporre in stile puzzle. O andarsene a spasso con una grande valigia vuota (c'era un motivo scientificamente provato per questo). Soprattutto quando in stazione incontri un propositivo galantuomo.
Cittadella - partenza.
"Il treno proveniente da Bassano del Grappa e diretto a Padova delle ore 8.23 arriverà al binario 4 anziché al binario 1" UdV: signorina, aspetti, l'aiuto. N: oh, ma no ma no. UdV: ma ha un trolley così grande! glielo porto io! N: non si preoccupi grazie, ce la faccio. UdV: oh via, serviranno a qualcosa questi bei muscoli! N: guardi che davv-- UdV: ma! è vuoto!! N: che dice! sarà lei che ha troppi di quei bei muscoli...
Camposampiero - arrivo.
UdV: ...Mh? La stazione è diventata verde e gialla? N: Valigie vuote, stazioni fosforescenti... è sicuro di sentirsi bene?
Mentre cammino col mio solito passo-giaguaro (quello vero, non il romano...) nel corridoio principale dell'ospedale vedo un bellissimo giovane medico che somiglia tanto ad un mio antico amore; il medico in questione mi sorride, io mi distraggo chiedendomi se sia lui e nell'emozione lancio in aria le chiavi che tenevo in mano rischiando di vincere le olimpiadi del massacro, essendo quella la zona più frequentata in assoluto. Le chiavi percorrono tutto il corridoio con ampia parabola, per fortuna senza mietere vittime. Io, per sottrarmi ai fan, nella confusione apro la porta dell'ufficio sbagliato, dove c'è un nano - che, fra l'altro, non vedo, rimanendo così con aria stupita a guardarmi intorno per svariati minuti ricercando una presenza umana. Quando esco il medico è ancora lì che mi sorride. Ne deduco che o ha una semiparesi facciale o la mia dignità in questo posto se n'è appena andata per sempre.
Scena n.2 - un bar del centro cittadella alle 17 di domenica pomeriggio
Elenini, mentre discute con grande dignità dei suoi progetti lavorativi, si porta una mano alla testa perché le sembra di avere qualcosa e, quando sente che questo qualcosa ha delle zampe, istintivamente e giustamente lo prende e lo lancia verso di me. Io, che non ho fatto in tempo a vedere di cosa si trattasse ma solo che qualcosa con le zampe si è appena aggrappato con un balzo al mio vestito, temendo la formidabile spider-minaccia mi alzo in piedi lanciando lontano la sedia e strillando con il tono di voce che si ispira sempre più a quello di katia ricciarelli "Cosa cavolo mi hai tirato addossooo!!" (le "o" aggiuntive sono per l'acuto finale). Comunque era una vespa. E comunque l'intero bar, simpatico proprietario compreso, era lì che ci fissava ammutolito.
N.B.Oggi un altro nano è passato a salutarmi. O si passano parola, oppure è davvero Natale..
UdV: ciao, ti sei fatta male? N: no, sono la figlia segreta di house.
(particolarmente sagace, dal momento che zoppicavo come se avessi una palla di ferro legata alla caviglia. dopo l'approccio 21 inizio a sospettare che quest'uomo sia campione mondiale di sillogismi)
UdV: ciao scusa hai da accendere? N: no. UdV: però ti vedo sempre passare di qui. N: però non ho da accendere.
Uomo del binario, per favore torna perché non esistono sostituti alla tua altezza... il mio è un appello! Aiuta questo blog a sopravvivere. Non può farlo solo coi racconti dei medici completamente folli con cui lavoro all'e.r. (oggi uno cercava di convincermi a inserire in un progetto il frustino come "metodo didattico"; ed era quello che credevo serio, posato e british. gli uomini british mi fregano sempre); e neanche dei lavori al pc per il boss (stavolta sì, al pc.. ma siccome la funzione "grafici" di powerpoint mi dava dei problemi ho deciso di farglieli con un programma di grafica e poi inserirli come immagini.. e qual era l'unico che avevo nel pc? chiaro, PAINT. ho fatto dei grafici con PAINT. e così bene che non finiva più di ringraziarmi. il mio ingegno non ha limiti). Se qualcuno avesse visto l'uomo del binario, per favore, gli dica da parte mia: "Torna a casa!!!" Il treno non è più lo stesso senza i tuoi approcci.
P.S. Oggi mi sono fatta gli orologi a fusi orari da desktop.. Addis Abeba, Londra e Los Angeles. E' carino, per chi ha amici in giro per il mondo. E' gratis. E' qui.
Ho perso un altro chilo. Porcamiseria. Altro che il pancione che mi vorrebbe vedere Coach.. mi sa che fa prima a farselo venire lui. Però niente da fare, a me i momenti prima della bufera, con il vento che si alza e i bambini che strillano e i palloni che scappano e le nuvole che corrono verso di te fanno venire un'eccitazione infantile. Penso si veda. Dovevo avere un sorriso stampato sulla faccia, oggi, perché mentre tornavo a casa mi hanno salutata tre persone che non conoscevo.
N: Non posso uscire con te. UdV: Perchè? N: Non ho niente da mettermi! UdV: E quella stanza piena di vestiti cos'è? N: E' che la dieta non funziona.. UdV: Dieta? Quale dieta? Stavi facendo una dieta? N: ... (i bei tempi andati. quelli che quando un ragazzo con cui esco li vede in foto si mette a piangere)
La Saga del Binario riprende dopo una certa pausa. E' che ultimamente quel principe azzurro lì scarseggia.. ora, al suo posto, c'è la lesbomoldava. Cose che capitano.
UdV: carina oggi, hai un appuntamento? N: ... UdV: oh, dimenticavo: in giro per il mondo! oh oh oh oh oh!!! N: ti hanno mai detto che il tuo aspetto è fraintendibile? sembra umano.
N: Ti vedo soddisfatto. UdV: in effetti N: come mai? UdV: se sta in un altro continente vi vedete poco! N: ... UdV: no? N: guarda che sto per raggiungerlo. UdV: ma a vivere? N: no, pendolare...
Momentanea conclusione (solo per oggi, eh..) della Saga, seguendo il post n.13 e con citazione del n.11
Udv: ma se stai con un altro perché quel tizio ti stressa ancora? N: quale tizio.. Udv: quello con cui stavi. N: e tu come lo sai?? Udv: VANNA MARCHI!!!
Udv: ci ho preso, eh? N: sì, in pieno un martello da piccolo! Udv: come? N: niente, niente.. Udv: non stavi con quello. N: sto con un altro. Udv: figurarsi!!! N: mapporc.. ti sembra così incredibile?!?
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.