...There's smoke on the water, it's been there since June, Tree trunks uprooted, 'neath the high crescent moon Feel the pulse and vibration and the rumbling force Somebody is out there beating the dead horse. She never said nothing there was nothing she wrote, She's gone with the man In the long black coat.
Il 10 novembre questo blog ha compiuto due anni, che non è un'esistenza spettacolare per un blog ma va comunque molto al di là delle mie aspettative iniziali, o quantomeno della fiducia che gli avevo concesso. 707 post è un bel risultato, un percorso insieme... è un ciclo, e oggi, rileggendo una mail, mi sono resa conto che il ciclo si è chiuso. Il motivo per cui la mia maschera di vetro è nata, in fondo, ha smesso di esistere da tempo. Ci sto pensando da alcuni mesi, e devo dire che ho faticato all'idea di lasciarlo andare come per un tradimento, ma è tempo di nuovi percorsi!
That's all, folks!!!
(...She's gone with the man In the long black coat.)
e uno che hai voglia ad aspettare un tempo sognato che viene di notte e un altro di giorno teso come un lino a sventolare. C'è un tempo negato e uno segreto un tempo distante che è roba degli altri un momento che era meglio partire e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C'è un tempo perfetto per fare silenzio guardare il passaggio del sole d'estate e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta delle fate. C'è un giorno che ci siamo perduti come smarrire un anello in un prato e c'era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato. È tempo che sfugge, niente paura che prima o poi ci riprende perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove e da un anno non torno da mezz'ora sono qui arruffato dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene non essere gelosa di me della mia vita non essere gelosa di me non essere mai gelosa di me. C'è un tempo d'aspetto come dicevo qualcosa di buono che verrà un attimo fotografato, dipinto, segnato e quello dopo perduto via senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata la sua fotografia. C'è un tempo bellissimo tutto sudato una stagione ribelle l'istante in cui scocca l'unica freccia che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle è un giorno che tutta la gente si tende la mano è il medesimo istante per tutti che sarà benedetto, io credo da molto lontano è il tempo che è finalmente o quando ci si capisce un tempo in cui mi vedrai accanto a te nuovamente mano alla mano che buffi saremo se non ci avranno nemmeno avvisato. Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.
Questo mio angolo di mondo è una gabbia di matti. Ombretta che mi sveglia facendomi ripetuti e dolorosi agguati, perché mi salta addosso con slancio dall'alto della cyclette, poi mi assaggia e, avendomi evidentemente trovata di suo gusto, comincia a leccarsi i baffi mentre mi fissa con insistente appetito. Mia mamma che va a fare la spesa, le chiedo se mi prende un rasoio, una cosa usa e getta che tanto lo uso solo per le ascelle, e lei mi torna a casa con un'astronave azzurra e lilla con sapone incorporato, proteggi lama e ventosa per appenderlo in doccia: è così grande che sembra, non so, un epilatore, uno strumento di piacere, mi intimidisce, penso che lo userò come microfono. Il muratore della stazione che mi scrive il suo numero sul muro che sta restaurando. Il libro che in un quarto d'ora di cyclette mi cade quattro (quattro!) volte. E poi, beh, Vaniglia. Sono lì beatamente che corro fingendo di non averlo visto entrare, estremamente interessata alla spiegazione di braghy che corre con me su come malgioglio in realtà abbia scritto gelato al cioccolato di ritorno da un viaggio a cuba, e per questo quella canzone è una profusione di doppi sensi quindi a chi affidarla se non a quel zexy fusto di pupo??? E dopo aver canticchiato allegramente il ritornello in coro (possono essere fighi quanto vuoi ma quando giungono tra le mie grinfie li rovino tutti!), mentre ancora disquisiamo sulla semantica di cotanto testo, giunge alle nostre spalle il nostro eroe con un sornione sorriso d'intesa (con chi, poi, non si sa). Ridacchia. V: Posso sculacciarti? N: Solo se vuoi morire. V: Disturbo? Mi sembra di aver interrotto qualcosa di importante.. N: No, però mi stai parlando. V: Eh sì, lo so. B: No, no, parlavamo di sesso. V: Ah bene, cos'è il sesso? L'atto sessuale... B: Eh no! La definizione non può contenere la parola. V: Allora è un innesto. N: Sì vabbè, un innesto carnale.. B: Eh? Un innesto anale?? N: ... B: Ti giuro che avevo capito... V: Innesto carnale per la procreazione. N: Beh, anche no! B: Infatti no! V: Ma tu lo fai per quello perché sei un maiale, io lo faccio solo per la procreazione. Infatti sono ancora vergine. N: Salute! V: Ehi tu! N: Mi stai ancora parlando? V: Sì. Hai letto ieri che mi sto innamorando? N: No.
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V: Visto che belli i miei piedi? (l'uomo è in ciabatte e occhiali da sole...) N: Alti standard! V: Non è mica normale avere dei piedi così belli. Ma sono tutto così, eh! N: Sì, ogni tanto me lo ricordi. V: Anche Sergio mi diceva che non è giusto, è folle che io non facendo niente mi mantenga i muscoli così! N: Sarà perché sei alto. V: Ma cosa dici! Con tutto quello che bevo, sai che pancia hanno alcuni? (tutto serio, mi fa morire quando diventa improvvisamente serio e convinto, fa quasi tenerezza se dimentichi che è psicolabile) V: E poi ti dico, io sono fatto tutto bene. Anche lui. N: A-ha, mi fa piacere. V: E' proprio bello. N: Un bijoux, ma non lo guardo lo stesso. V: No ma senza malizia sai. E' fatto bene, tutto così e così, se lo vedi t'innamori. N: Ah ma dai, come la provincia di Treviso!
Three thousand five hundred miles away But what would you change if you could? I need a phone call I need a plane ride I need a raincoat I need a big love
Per adeguarmi, non a tutti i siti, blog, trasmissioni televisive in Italia, improvvisamente, oggi (in quel caso avrei scritto: blah, blah, blah), ma ai miei ultimi ventisei anni di vita.
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi dai d'illusi smammai un viaggio in fondo ai tuoi occhi solcherò dune mosse. Don't cry però poi... colammo giù e miseri noi... guardammo il blu. Il mare in fondo ai tuoi occhi grembi nudi lambì Il vento in fondo ai tuoi occhi carezzò dune mosse. Don't cry e noi poi... colammo giù si rimbalzò e... tornammo su. Dentro una lacrima e verso il sole voglio gridare amore uh, non ne posso più. Vieni t'imploderò al rallentatore e nell'immenso... morirò. Un viaggio in fondo ai tuoi occhi nei d'illusi smammai la pioggia in fondo ai tuoi occhi cancellò dune mosse. Don't cry però poi... colammo giù e miseri noi... guardammo il blu. Un viaggio in fondo ai tuoi occhi solcherò dune mosse Un viaggio in fondo ai tuoi occhi solcherò, solcherò, dune mosse.
Zucchero & Miles Davis - Dune mosse
(resta il mistero di come chi ha saputo creare canzoni di questo genere sia poi potuto passare a cose tipo Il Grande Baboomba... ma è un mistero triste.)
Sembri sceso dal cielo e non te ne accorgi neanche, è straordinario il modo in cui mi rendi malleabile. Resto inerme impassabile davanti a quel che sei.. Capisco quel che sei ma non riesco a toccarti in profondità. Ed io di te mi incanto, ma non riesco a toccarti a fondo. Ed io di te mi sfamo, ma non riesco a toccarti a fondo. Ed io di te mi incanto, ma non riesco a toccarti a fondo. Ed io di te mi sfamo, ed io oh oh oh. Vorrei accarezzarmi l'anima così come fai tu con me, ricerchi un dolce equilibrio senza sapere di averlo trovato. Come sei fortemente labile ma sicuro d'aver già vinto.. e cosa sei? Cosa sei? Cosa, cosa sei? Ed io di te mi incanto... Io sento i miei giorni sempre uguali, cosciente che l'attimo dopo cambierà. E sogno paesi dal cielo rugiada, il suono di tanghi argentini per strada. E sento la tua voce che mi guida verso il mare d'Irlanda e poi.. sulle spiagge dell'Africa.
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo e una lettera vera di notte, falsa di giorno e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno. E ora viaggi, vivi, ridi o sei perduto col tuo ordine discreto dentro il cuore. Ma dove.. dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore. Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete. Ma passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore ma dove.. dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore. E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano cosa importa se sono caduto, se sono lontano. Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole ma dove.. dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.
Trovo il Faber insuperabile come un eroe. Per questo non riesco a prendere in considerazione quasi nessuna sua cover, Mercanti di Liquore a parte. Però, ecco, se c'è qualcuno che ha superato l'insuperabile, è la versione di Mia Martini di questa canzone.
I wish I was a neutron bomb, for once I could go off I wish I was a sacrifice, but somehow still lived on I wish I was a sentimental ornament you hung on the Christmas tree, I wish I was the star that went on top. I wish I was the evidence, I wish I was the ground for fifty million hands upraised and opened towards the sky.
I wish I was a sailor with someone who waited for me I wish I was as fortunate, as fortunate as me. I wish I was a messenger, and all the news was good I wish I was the fool moon shining off your Camaro's hood.
I wish I was an alien at home behind the sun I wish I was the souvenir you kept your house key on I wish I was the pedal brake that you depended on I wish I was the verb to trust, and never let you down..
I wish I was a radio song, the one that you turned up I wish, I wish, I wish, I wish.. I guess it never stops..
Parigi, Parigi a me va bene per non tornare più così dicevi perché i miei occhi pieni di stazioni e chiese ritornassero blu Le mani, le mani già lo sanno che non vivranno qui e, mi spiegavi, per questo vedi amore non si fermano un momento e tremano così. Perché le cose non vanno mai come vuoi tu anzi è più facile cambino ancora di più Così io ti prendo per mano e ti porto con me perché a darsi un appuntamento che speranza c'è.. Le strade, le strade dei francesi che non ho visto mai eh, ma se i sogni non li avessi già completamente spesi in quello che sai perché le cose non vanno mai come vuoi tu anzi è più facile cambino ancora di più Così io ti prendo per mano e ti porto con me perché a darsi un appuntamento che speranza c'è.. E se Parigi è così immensa e tu non hai paura come me per queste strade di Francia io vengo con te E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome e questo nome me lo insegni tu com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione e i miei occhi, i miei occhi non ritornano blu...
Si em dius adéu, vull que el dia sigui net i clar, que cap ocell trenqui l'harmonia del seu cant.
Que tinguis sort i que trobis el que t'ha mancat en mi.
Si em dius "et vull", que el sol faci el dia molt més llarg, i així, robar temps al temps d'un rellotge aturat.
Que tinguem sort, que trobem tot el que ens va mancar ahir.
I així pren tot el fruit que et pugui donar el camí que, a poc a poc, escrius per a demà. Què demà mancarà el fruit de cada pas; per això, malgrat la boira, cal caminar.
Si véns amb mi, no demanis un camí planer, ni estels d'argent, ni un demà ple de promeses, sols un poc de sort, i que la vida ens doni un camí ben llarg.
(Se mi dirai addio, spero che il giorno sia limpido e chiaro, che nessun uccello rompa l'armonia del suo canto. Che tu abbia fortuna, e che trovi quello che ti è mancato in me. Se mi dirai ti amo, che il sole renda il giorno più lungo, e così rubare tempo al tempo di un orologio fermo. Che abbiamo fortuna, e che troviamo quello che ci è mancato ieri. Che domani ad ogni passo mancherà il frutto per conquistare quello che abbiamo aspettato in tutti questi anni. Ogni passo ci avvicina di più al domani e per questo, nonostante la nebbia, dobbiamo andare. Se verrai con me non chiedere un percorso piano, né stelle d'argento, né un domani pieno di promesse; solamente un po' di buona fortuna, e che la vita ci dia un lungo cammino.)
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.