Oceans...
my glass mask   
mercoledì 22 luglio 2009
Tremenda allegria

E' una sensazione nuova,
questa del Tomtom via per pochi giorni. So che posso chiamarlo e so che mi risponderà; e so anche che fra poco tornerà, tutto per me.

Non ci ero abituata, e mi mette addosso proprio una tremenda allegria!


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giovedì 28 maggio 2009
Ultimo di countdown
E quando tornerai come sarà?
Rimetteremo insieme i pezzi? Sistemeremo tutto ancora una volta, come una specie di morbido puzzle? Mi fido di te, ciecamente, mi fido di come insieme possiamo sempre risolvere e amalgamare le cose, ma finché non torni, finché non ti vedo, ti sento, ti posso toccare, sentire quel modo di ridere, la rughetta sul collo, sfiorarti le dita ed il braccio, sono da sola coi miei grovigli giganti. Si fanno sempre più grandi quando non ci sei.
Perciò dimmi, come sarà?
Balleremo come quella volta? Ripartirai presto? Avrò solo 2 mesi di te in un anno intero?
Se non m'importasse, credi che mi tormenterei su queste domande? Credi che starei in ansia, ti chiederei di riaddomesticarmi? Se non m'importasse così tanto avrei tutto questo bisogno di correre, questi casini nell'affezionarmi a qualcuno?
Perciò tu torna, ok? Non farmi domande da lì, non chiedermi che sia come se non fossi mai partito.
Davvero. Se non m'importasse, pensi che rimarrei qui ad aspettare sei mesi alla volta?

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posted by sand @ 10:07:00   0 comments
mercoledì 6 maggio 2009
Tempo africano
Manca un mese. Siamo finalmente in maggio e all'eroico, atteso, emozionante, temuto, sospirato, lontano, sofferto, centellinato, vagheggiato ritorno del Tomtom manca un mese.

..Solo che è da circa un mese che manca un mese. Curioso dettaglio.

(Un po' come io e il Babu che, negli anni, restiamo "amici da dieci anni" e forse è per questo che ci manteniamo giovani)
Spiegazione scientifica: io ero arrivata a meno un mese circa 7-10 giorni prima della data che l'inflessibile Tomtom mi ha poi dichiarato come corretta.
Nel frattempo a McBesame che mi chiedeva quanto mancasse io avevo entusiasticamente replicato: Un mese!
Poi mi è stato detto che potevo ormai contare meno trenta perché era giunta la data corretta. Così quando McBesame mi ha richiesto quanto mancasse, io ho gioiosamente risposto: Un mese!
Dopodiché mi sono resa conto che sì, potevo anche contare da quella data un mese ma allo scadere sarebbe partito dal Darfur per andare prima a Bruxelles e poi a Roma, e solo dopo svariati meeting di nuovo da me.
Ecco perché alla mia risposta di oggi McBesame mi ha guardata come si guarda il vicino di casa che viene a chiederti un po' di zucchero col colino e mi ha detto: Ma come, ancora un mese?



(..Oppure, come dice la Salvietta, è per via della concezione africana del tempo)

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domenica 21 settembre 2008
Felpa blu

Le cose non vanno mai, mai come pensi.

Questa esplosione di originalità letteraria è dovuta al fatto che bisognerebbe proprio (dovrei) che qualcuno (io) avesse il buonsenso di smettere di arrovellarcisi sopra. Arrovellarcisi è difficile da pronunciare di domenica mattina se sei sveglia dalle sei. Odio gli orologi biologici.
Giornate che saltano agilmente dall'allegria tipica dell'ape maia con tutta la rustica combriccola al panico da altare (diverso dall'ansia da scadenze in quanto la strizza viene da un momento bello, solo reale e imminente - nome scient. runaway bride) e di nuovo a una gioia quasi stordita.

Il Tomtom aveva quella felpa blu.
Con tutta la buona fede esistente sulla faccia della terra, non pensavo avesse il tempo, o la forza, per ricordarselo.

Credo che tutte queste cose, ultimamente, si vedano sulla mia faccia. Più del solito, intendo. Penso di avere, non so, qualcosa. Qualcosa sul viso.
Venerdì camminavo di ritorno dall'e.r. ed era venerdì, era il venerdì da fine countdown e mi hanno salutata, così, forse per questo, tre persone che non conoscevo.
Un ragazzo, un prete, una bambina.


Canzone del giorno:
Home - Depeche Mode

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giovedì 4 settembre 2008
Quindici
Quindici lune e qualche spicciolo ancora per immaginarti quando arrivi un po' in ritardo, con il fiato grosso, e mi sfiori la testa con le dita.
Quindici più o meno al tuo ritorno, e poi ci sarà tempo per scoprire di nuovo la facilità di quello che prima di te sembrava difficile, sembrava ruggine e lontano.
Ci sarà il tempo per un tuo sorriso che gli altri non vedono, per riposarti, per guardarti le spalle e restare in silenzio e parlarsi e fare l'amore. In fondo basta spostare qualche scatola dal pavimento per tornare a camminare. Ci sarà spazio per cercare di capire, per sentire i tuoi racconti e ridere quando ne dimenticherai qualcuno.
Ci sarà spazio per scovare una panchina e dei fuochi d'artificio, e parlare piano di un giorno di maggio dai contorni sfocati, di asfalto ruvido, di carne fredda nel piatto.

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domenica 24 agosto 2008
Din don dan e fuori è Natale

Il fatto è che sono felice.


Canzone del giorno: Quellachesembradinatale

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lunedì 28 luglio 2008
Alberi di Natale


M:
è tornata la mia caposquadra, quella del video

N: eh, me la ricordo, la tua caposquadra..





M: brava persona. anche suo marito.
N: maddai, anche IL MARITO?? eheheheh..





M: sì, cioè, il compagno
N: IL COMPAGNO! eheheheh!





M: ah, mi hanno comunicato la data di ritorno!!
N: davvero?? e qual è?




M:
..non me la ricordo...

N: ...





Il Tomtom verrà con me a comprare l'albero di Natale, quando torna. Lo so che siamo in luglio, non importa. Mi piace pensarci, quell'albero mi rende felice.

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posted by sand @ 20:59:00   0 comments
About Me

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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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