La prima volta che è partito, a volte non me la sentivo di rispondergli al telefono anche se sapevo che faceva fatica a chiamarmi.
La seconda rispondevo sempre, in più lo chiamavo io e usavamo internet.
La terza, oltre a internet, ci sentivamo regolarmente una settimana sì e una no.
Questa è la quarta e ci sono alcune difficoltà, eppure mi ha detto "dai che puoi scrivermi quanto vuoi, e poi una volta a settimana riusciamo a sentirci al telefono!"
Day one, day one start over again Step one, step one I’m barely making sense for now I’m faking it, I’m pseudo making it From scratch begin again, but this time I as I And not as we
Ho cominciato a contare da meno 180. Ho visto, in qualunque punto mi sia girata, cose che mi facevano pensare a lui, foto, ricordi, cruciverba con definizioni su cose che avevamo fatto. Ho parlato con un orso di pelouche. Ho mangiato chili di nutella. Mi sono sparata tre puntate di House per distrarmi, scoprendo invece che erano tristi e disperate. Ho provato a leggere per distrarmi, per poi accorgermi di fissare la pagina. Ho litigato con la mater. Ho organizzato le mie serate e i miei momenti liberi perché non fossero più liberi. Ho fatto acquisti compulsivi. Ho dormito poco. Ho fissato il telefono. Ho perfino ceduto a creare una seconda fila in una delle mie librerie. Sono rimasta sveglia anche se crollavo, per poterlo salutare. Mi sono sentita triste. Mi sono sentita incredibilmente fortunata. Mi sono svegliata ascoltando il temporale e l'ho registrato per mandargli un po' di pioggia. E ho già tutta questa insuperabile, miserabile nostalgia.
Manca un mese. Siamo finalmente in maggio e all'eroico, atteso, emozionante, temuto, sospirato, lontano, sofferto, centellinato, vagheggiato ritorno del Tomtom manca un mese.
..Solo che è da circa un mese che manca un mese. Curioso dettaglio.
(Un po' come io e il Babu che, negli anni, restiamo "amici da dieci anni" e forse è per questo che ci manteniamo giovani) Spiegazione scientifica: io ero arrivata a meno un mese circa 7-10 giorni prima della data che l'inflessibile Tomtom mi ha poi dichiarato come corretta. Nel frattempo a McBesame che mi chiedeva quanto mancasse io avevo entusiasticamente replicato: Un mese! Poi mi è stato detto che potevo ormai contare meno trenta perché era giunta la data corretta. Così quando McBesame mi ha richiesto quanto mancasse, io ho gioiosamente risposto: Un mese! Dopodiché mi sono resa conto che sì, potevo anche contare da quella data un mese ma allo scadere sarebbe partito dal Darfur per andare prima a Bruxelles e poi a Roma, e solo dopo svariati meeting di nuovo da me. Ecco perché alla mia risposta di oggi McBesame mi ha guardata come si guarda il vicino di casa che viene a chiederti un po' di zucchero col colino e mi ha detto: Ma come, ancora un mese?
(..Oppure, come dice la Salvietta, è per via della concezione africana del tempo)
Ho comprato dei libri. Ho una lista di nomi. Ho un orsetto e un cammello. Ho camminato nel sole. Ho fatto sauna, palestra, idromassaggio. Ho i vestiti di tanti colori. Ho uno sfondo-primavera al cellulare. Ho il Tomtom al telegiornale.
Ho sparato un popper grandioso. Ho bevuto del vino a Marostica. Ho scattato fotografie stupide. Ho smesso di giocare a Mah-Jong per ipnotizzare l'ansia. Ho un diavolo per capello con l'exex. Ho le bestie diaboliche del lunedì. Ho asciugato male i capelli. Ho un gatto con il mal di stomaco. Ho chiuso Repubblica.it e abbandonato il convulso cliccare f5 per avere notizie. Ho perso di nuovo le chiavi. Ho capito qualcosa. Ho pensato troppo. Ho lasciato per 5 secondi il cellulare senza correre impanicata a recuperarlo. Ho continuato a riacciuffarlo febbrilmente appena arriva un sms. Ho creato belle locandine. Ho impostato un progetto di lavoro. Ho maledetto stampanti e Photoshop. Ho riso per strada. Ho dormito la notte.
Ho chiesto a mio padre quando avesse capito di amare mia mamma. Lui mi ha detto: "Lucy, tua madre mi ha dato un regalo davvero speciale: mi ha dato il mondo...Ad essere sinceri era un mappamondo con la lucina interna, ma per quello che voleva significare, ai miei occhi è sempre stato il mondo."
(While you were sleeping)
Ho delle lucine. E' stata una di quelle che chiami "una giornata storta". Il countdown è ricominciato da meno 180 e ho avuto un incidente con l'Uvetta.Però ho queste lucine di fronte a me e sono proprio mie, sono le mie esternalità positive di qualche giorno fa e adesso sono qui e sono tante, e ho un orso vero. E quando ci penso mi rendo conto con chiarezza della differenza con quelli finti che ho ricevuto fino adesso nella mia vita. Non ho mai avuto un orso vero che fosse mio. Certo non è perfetto, gli piace la birra e l'hanno chiamato Orso e quando me lo tengo nel letto perde ciuffi di pelo e sa comprarmi in un istante con delle espressioni incredibili, e poi il Babbo Natale che me l'ha portato era senza barba ed è arrivato nel giorno sbagliato... Però oggi sono qui, sdraiata ad annoiarmi e intristirmi e a leggere e guardare vecchi film; sono qui che prendo antidolorifici e ricevo messaggi dagli aeroporti, e quando lo guardo penso Cavoli, invece è perfetto.
Canzone del giorno: Have you ever seen the rain - Creedence Clearwater Revival
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.