Oceans...
my glass mask   
martedì 26 agosto 2008
Trovare un nome

Se mai trovassi un giorno un posto che mi farà sentire come quel terrazzo, o quel pezzo di mare, vorrei che avesse un nome.
Non un nome da cartina geografica.. uno come Antonio, o Sebastiano, o Matteo.
Vorrei che avesse un nome e spalle larghe, e vorrei che mi guardasse molto spesso. Anche quando non me ne accorgo.
Vorrei stare con lui in cucina e fingere di aiutarlo a cucinare, e poi alla radio vecchia vecchia, come quella anni '80 di mio fratello, metterebbero una canzone sciocca e lui mollerebbe la pentola, lascerebbe giù il vino che avevamo comprato e mi farebbe ballare.

Se un giorno dovessi trovarlo, vorrei imparare a fermarmi.

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martedì 1 luglio 2008
Lettera, in qualche modo, da qualche parte
Non ricordo che ora fosse, non ricordo se faceva caldo, se stavo in piedi o seduta, in quell’angolo di ufficio. So di aver pensato “Oh no”, perché mi spiaceva per chi venivi a sostituire.
Cosa potevamo avere in comune, c’entrare l’uno con l’altra? Io venivo da certe canzoni gridate, abbaiate, stonate..ma in fondo bastava poterle cantare. Venivo da pacchetti da scartare cogli occhi e pensieri lunghi come il mare e prese in giro, e pomeriggi passati a parlare e bottiglie di vino che costavano poco. Venivo da altalene e abitudini bislacche, e fermarsi a guardare la pioggia incespicando a ogni finestra. Da terrazzi troppo grandi e banchi troppo stretti e sigari che sapevano troppo di vaniglia.
Venivo dalla mia musica e lettere con un numero infinito di fogli, e venivo da altri amori che, forse, non capivo.
Non lo so quando sia cominciato, con le tue polo e le tue spalle ed il tuo modo di guidare. Non lo so dove ho lasciato i miei piccoli dolori, le mie partite di calcetto e i litri di tè. La gioia, la rabbia, le domande fra i denti e le case sugli alberi. Penso stiano in un tubo di plastica portato di corsa, in una serata strana, un certo modo di accordare gli occhi al colore di una maglia.
Eppure io avevo i miei gatti che dormivano al sole e le cicale da ascoltare di notte, e quando ti ho incontrato, a dire il vero non ti ho visto. Guardavo da un’altra parte, e così non mi ero accorta che tu avevi visto me.
Quanto tempo è passato? Quanto ci ho messo?
Io, tirata su ad aquiloni, a bagni a mezzanotte e scatole di carta, pensavo di poterli fermare lì dov’ero, i miei pensieri provvisori.. come un vecchio carillon da far suonare sotto al letto. Non mi ero accorta che tu già capivi, senza farmelo sapere.
Perciò vedi, penso sia presto per dirti qualcosa di diverso dagli auguri che ora ti faccio. Io, le parole, non le uso subito. Tu meno di me, quindi capirai se non mi piace chi appende poesie compiaciute alle pareti. E poi chissà che stai facendo, mentre imbratto questa pagina bianca. Chissà cosa porti nelle braccia, cosa tieni negli occhi.

Non ricordo se ci fosse il sole, e quando tornerai sarà già freddo.
Ricordo i tuoi dolci da Pamplona, e non me li aspettavo.

È per questo. È perché, di tutti i viaggi, di noioso non ne hai avuto nemmeno uno. È perché ad un certo punto hai cominciato a cercarmi, e prima non lo facevi. È per quando i tuoi occhi sono diventati gentili. Per quando mi hai tenuto l’ombrello. Per avermi scaldato le mani quando avevo freddo. Per aver riso alle mie battute. È per l’imperturbabilità, e il coraggio. Per il modo che hai di portare l’orologio. Per avermi scattato quelle foto prima di partire. Per la tua cucina, e per quando ti ho visto spettinato.
È per quando hai cantato in macchina con i finestrini abbassati; la prima volta in cui mi hai sfiorato la mano. Il treno preso in un posto diverso. Per i tuoi polsi, i tuoi discorsi, i tuoi bicchieri. È per non avermi mai detto che sbagliavo. Per lo scoiattolo, per quella cena e quel tuo modo di stringere un biglietto.
Per avermi fatta ballare.
Per le tue scarpe quand’eri piccolo, e il tuo divano.
È per aver capito.

Buon compleanno.


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posted by sand @ 00:06:00   0 comments
sabato 28 giugno 2008
Novella, e gli sport schitarrando
Poi ho pensato che mentre lo aspetto c'è un'altra cosa che posso fare, oltre alla Polly-cosa. E ho ricominciato ad andare in cyclette.
Ora, qualcuno conosce la saga di
Novella e gli sport.
Lo so che non sembra, ma nella mia vita mi sono annoiata a morte con la palestra, mi sono rovinata gli occhi col nuoto, sono anche diventata brevemente molto fiQa con l'aerobica. Per un periodo mi sono data alla corsa, ma dopo i primi impegnati tempi io e la Fra abbiamo cominciato a trasformarla in lunghe camminate.. quando poi è cominciato ad essere più il tempo che passavamo sedute a casa di qualcuno che andavamo a trovare rispetto al tempo che impiegavamo ad arrivarci, è stato chiaro che quella non era la nostra strada. Ogni tanto mi dò alla bici, che è più armonica, finché non comincio a perdermi un po' troppo spesso per le "viucce che mi piacciono tanto!".

In gioventù avevo progettato nei minimi particolari come travestirmi da ragazzo per diventare il calciatore più forte del mondo e vincere il pallone d'oro.. poi sia a me che alla Fra (alle superiori era mia complice di non-sport) è risultato evidente che quello in cui saremmo diventate delle campionesse era il baseball, il che è comodo se dalle tue parti una squadra di baseball NON ESISTE!!!
Il record di brevità, tuttavia, credo appartenga al pattinaggio su ghiaccio.. una serata di completo panico aggrappata con l'ostinazione di un naufrago ad un amico che cercava d'insegnarmi con pazienza e spalle forti, e addio anche a quel sogno.

Dicevo di oggi. Mi ero anche impegnata, portandomi il libro del Buen Amor per l'esame di mercoledì che non passerò. Solo che avevo scelto questa colonna sonora fantastica che comprendeva, fra gli altri, clash, ramones, supergrass, smiths e billy idol (mica si capisce in che anni sono nata?), così alla schitarrata di my sharona mi sono ritrovata a lanciare il libro per aria e fare l'assolo in playback, per poi mettermi a ballare senza ritegno.
Non so quanto durerà, si accettano scommesse, la mia costanza è leggendaria ed anche quest'afa aiuta.. d'altra parte mentre ballavo di sotto pedalavo, e secondo il Fra anche questo blog non sarebbe durato un mese ed invece eccoci qua, floridi come la cappelliera del Silvio.
Sarà che mi sentivo appesantita, con questa immobilità da esame;
sarà che mia mamma da quando ha scoperto il mio peso mi ha messo all'ingrasso; sarà che mi ero visivamente abituata al mio peso forma 43/44 e un chilo in più suona strano, quando è tutto sulle gambe. No, perché le socie non si sono mica schiodate dalla tavola da surf.
A proposito di questo, affido la chiosa alla saggezza del buon Coach.

C: Stavo pensando a una cosa..
N: Dimmi.
C: Tu parli più facilmente delle tue tette che dei tuoi sentimenti per qualcuno!


Foto: più o meno, la mia prima bici. Solo che la mia era rossa.. ebbene sì, c'avevo l'Atala Cross!

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posted by sand @ 20:41:00   0 comments
giovedì 26 giugno 2008
Sessantamila, giù di lì
Facciamo che anche oggi mi perdo.
Conoscendomi, non sarà per niente difficile.
Facciamo che io mi perdo e tu mi raggiungi, senza neanche più le battute delle prime volte -quando fingevi di lamentarti-, mi vieni a prendere così, che ultimamente me ne fai di meno. E non è che non si rida.
Io mi diverto. Qualche volta, ecco, un pensiero mi prende così forte che magari non ci riesco, a ridere; o a parlare: e non è nemmeno un pensiero, è una sensazione che non ti so spiegare. E' come quando eravamo in cucina e fingevo di aiutarti a preparare e poi alla radio vecchia vecchia, come quella anni '80 di mio fratello, hanno messo una canzone sciocca e tu hai mollato la pentola, hai messo giù il vino che avevamo comprato e mi hai fatta ballare.
Perciò vienimi a prendere. Non importa se arrivi in ritardo, lo so che sono tanti.


Canzone del giorno: Sara - Bob Dylan

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posted by sand @ 19:30:00   0 comments
About Me

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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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