Ho scoperto che nella biblioteca dell'Università mi tocca fare pipì con la mano alzata. Forse funzionerebbe anche una racchetta da tennis da portarsi dietro ed agitare sul più bello del plin plin, ma ecco, ho il sospetto che avrebbe un aspetto un tantino eccentrico fra i tomi. La scoperta è avvenuta dopo numerosi litigi con la luce accesa al mio ingresso che si spegneva proprio sul plin.. questione di tempo, direte voi. E invece no. Perchè alla fine del plin la luce riappariva, come una lampadina sarcastica! E' questione di misure. L'ho scoperto oggi. Sono troppo piccola per la fotocellula, quando mi siedo sulla tazza non mi vede più.
Tragicomica immersione in E.R. (con valutazione CL.unei) - parte 2
...Poi, finalmente, LA PIPì. 09.23 Ho trovato il bagno, mi sono terrorizzata di me stessa scoprendo alla malefica luce-verità che è il neon sopra lo specchio del lavandino due borse sotto gli occhi che neanche Louis Vuitton, ma mi sento meglio. Ora posso bere senza rischi codardi. Chiaramente, a questo punto non riesco ad aprire la bottiglietta dell'acqua. Divento rossa come un peperone per lo sforzo, mi faccio sorprendere in strane posizioni articolate da tutti quei dottori con cui dovrò lavorare e alla fine, sconvolta, ci riesco, certa che quando la rimetterò nella borsa per la legge del contrappasso si aprirà da sola allagando l'agenda, il cellulare e i quaderni contenuti. A quel punto potrei fingere di essere il tecnico dell'Enel e mettermi a controllare tutti gli interruttori: unica possibilità rimasta per scappare dalla porta di servizio e non tornare mai più. 09.38 Ma ecco, ecco, arriva il mio elemento CL.unei: è giovane, bello come il sole, ha un po' di barba e porta con tenerezza un bimbo in braccio... Entra nel corridoio-shining senza paura, guadagna spavaldamente la scena e illumina la stanza! Magari ora si avvicina e mi viene a parlare. Magari ha una voce bellissima e suadente. Magari mi chiede una mano con il biberon. Magari ha salvato quel piccolo da una storia straziante che vuole raccontarmi perché ha capito quanto io sia sensibile. Magari quando fingo di essere il tecnico dell'Enel posso anche darmi la scossa, dal momento che ho appena scoperto che quel dolcissimo bambino e quel dolcissimo giovane medico sono un dolcissimo bambino e il suo dolcissimo giovane papà medico. 10.00 Con le dieci arriva anche LaLaura. Mi fa osservare alcuni suoi lavori mentre li fa, il che mi provoca un discreto mal di schiena e prurito alle mani, dato che avrei preferito farli piuttosto che stare lì a guardare piegata come un piccione che prende il colpo della strega mentre segue una partita di ping pong. Mi presenta una donna fenomenale che non ho ancora ben capito cosa stia lì a fare a parte rubare borsette di plastica altrui e sorprese dalle uova di Pasqua, ma che è comunque fantastica! Mi presenta alcuni dottori con bassissimo punteggio CL.unei che si sprecano in falsi sorrisi perché tremanti all'idea che me ne vada pure io. 13.00 La mattinata passa in un battibaleno, forse anche perché è iniziata un'ora e mezza dopo il previsto. Poi di corsa a prendere il treno. Tanto di corsa che non riesco neanche questa volta a fare pipì. Nella foga mi scordo di obliterare il biglietto, così me lo oblitero da sola, a penna. Niente biglietto e di nuovo pipì. Che strazio! E' una combinazione talmente disastrosa che non capisco più se l'ansia per via del biglietto mi stimoli la pipì, o se per via della pipì mi sento più agitata riguardo il biglietto. Per fortuna il tragitto dura meno di venti minuti, e sono libera di tornare a casa, mangiare e andare a lavorare di nuovo.
Tragicomica immersione in E.R. (con valutazione CL.unei) - parte 1
21.00E' cominciata ieri sera, quando ho mandato sms a LaLaura per una conferma su luogo e orario e lei non ha risposto perché non l'ha mai ricevuto. Bene. Voglio dire, bene, no? 07.00Mi sveglio con le palpebre che hanno due piombini al posto delle ciglia, che neanche otto tazze di tè hanno potuto sollevare. In stazione trovo l'allegra Famigliola Cuore: un plotone a salutare coi fazzoletti il piccolo che parte per qualche giorno con la squadra di calcio. Il papà che ha paura che perda il treno, davanti al treno. La mamma che piange perchè poverino, poverino. Lui che non vede l'ora di andarsene, anche perché la sorella se la ride sotto i baffi e i suoi amici fra un po' gli cantano giannimorandi.. 08.45Arrivo in pediatria, il mio nuovo luogo di lavoro, il favoloso E.R. Sono in anticipo, e come primo impatto mi chiedono di aspettare con una persona CHE NON C'E'. Ancora nessun momento CL.unei, ma la mattina è appena iniziata ed io fiduciosamente ripasso le informazioni che devo chiedere a LaLaura. In realtà mi scappa la pipì, ma il corridoio fa molto shining e non ricordo quale delle porte con scritto "privato" sia il bagno, così piombare per sbaglio nell'ufficio del primario non sarebbe un gran bel modo di presentarsi, visto che da quel che ho intuito non ha bisogno di ragioni significative per frustarti a sangue. L'apparenza è che non siano più simpatici degli altri, e anche questo è poco CL.unei: dove sono i bei dottori con il sorriso affascinante e lo sguardo più dolce perché lavorano in pediatria? Dove sono i dott.Ross, i dott.Shepherd? Dov'è l'uomo Versace dall'animo sensibile? Dov'è quello che ti porta in Italia e ama teneramente un porcellino? Quello con uno sguardo disarmante che s'innamora dei tuoi piccoli polsi? Quello che gioca coi bambini e poi, al diavolo, visto il modo in cui porta il camice chissà come gioca a luci spente? Invece qui mi guardano con sospetto (hanno anche ragione, dato che sono seduta su una cosa marrone in similpelle ormai da mezz'ora); sono cortesi solo la segretaria (quindi capisco che mi sfrutterà fino allo stremo delle forze) e una specializzanda imbranata che non fa altro che perdersi e che più tardi sorprenderò a provare un'intubazione su un neonato di gomma sopra il tavolo dell'ufficio in cui dovrei lavorare IO!!! Pipì. Niente dottori carini. Pipì. Sguardi obliqui. Pipì. 09.10Sopra il tavolino di fronte a me, Mara Venier mi fissa. E' inquietante. Non credevo che Mara Venier potesse essere inquietante (a parte il fatto di essere Mara Venier, e di essere ignuda). Però chissà, magari ora avrò delle allucinazioni spettacolari e un dott.Charming mi salverà eroicamente, e tutto ciò alzerà di parecchio il punteggio CL.unei di questo posto! L'attesa, scorbutica con le mie speranze, si allunga: fra poco mi metto a ballare per la noia. Già ieri mi sono esibita con Babushka in spettacolari trenini e febbri del sabato sera nella vetrina del bar dell'università. Poi, finalmente...
Se vuoi scoprire il colpo di scena seguente e cos'è il sistema di valutazione CL.unei continua a seguirci per la seconda parte!
Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per
piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle
pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare,
quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa,
l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane,
albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero,
i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole,
leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle
persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme,
perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui
il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti,
mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica,
la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche,
le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre
una ragione per ciò che fanno.
Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.
Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1,
la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz,
la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza,
l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia,
le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino,
il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino
è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone
che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei
meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono
ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile.
Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi
non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.