Oceans...
my glass mask   
mercoledì 9 settembre 2009
Certezze, bubbole e numeri primi
Insomma, già una deve fare i conti con questa frescaccia di mike che doveva essere immortale, ce l'avevano assicurato da bambini, come babbo natale, mastro lindo e capitan findus e invece che fregatura, rivoglio i miei soldi, la mia infanzia, i miei libri di epica, questo all'improvviso si permette pure di trapassare destabilizzando tutto l'assioma, e magari il suo ectoplasma è lì che se la ride giocando a briscola nel mondo dei più con quella canaglia del lavapavimenti pelato e con il vestivamo alla marinara gradasso mentre qui è tutto un amaro filosofeggiare che nella vita non importa quanto ti impegni, quanto ci credi, quante certezze pensi di esserti faticosamente costruita, arriverà sempre un mike che rende l'anima a spazzartele via.

(pertanto, donne, è inutile scaricarsi tutte le puntate di 90210 nella speranza di un ripescaggio di Dylan dagli anni novanta)

Già è il Nove del Nove del Nove, l'unico onomastico che avrò in tutta la mia vita e c'è questa inenarrabile coincidenza per cui potrei andare a Nove dove abita il mio ragazzo per brindare insieme se non fosse che il mio ragazzo adesso e per i prossimi sei mesi sarà (come al solito) a bighellonare a Jumanji, nell'altro emisfero, probabilmente rapito da qualche pianta carnivora femmina sbucata dalla giungla.

(ho detto il mio ragazzo, non svenite se ho chiamato così il Tomtom. dopo 2 anni ogni tanto mi capita. per sbaglio però, e poi ha iniziato lui!)

Poi succede che mia mamma apre erroneamente questo borsone con tanti di quei peluches strappati brutalmente alle mie carezzevoli e sollecite cure in passato e io inizio a tirarli fuori e coccolarmeli e lei tenta di ficcarli di nuovo dentro, e io cerco di salvarli dal soffocamento e lei li afferra implacabile, e io me li tengo tutti in braccio, vicini al cuore, facendogli scudo con il mio corpo e chiamandoli per nome uno per uno con tono vibrante...
...finché mi rendo conto che sto tenendo in braccio, un regalo a testa, tutta la mia cronologia sentimentale da Pivato in poi.

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posted by sand @ 21:34:00  
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Discover U2!

Amo i gatti, l'oceano, la rabbia, le ninnananne, i grandi animali che si spaventano o perplimono per piccoli animali, guardare le persone che passano per la strada, gli highlanders, la carta, i musical, Paperino, le rughe, appiccicare cose alle pareti, le fiabe, avere le dita sporche d'inchiostro, camminare scalza, le bolle di sapone, camminare, l'eroismo, scrivere, scarabocchiare, quello che sbrilluccica, l'acqua, l'acqua che si muove, l'acqua da bere, l'acqua che ruggisce, l'acqua che si arrabbia, l'acqua che spaventa, l'acqua quand'è forte, l'acqua quando vince, il silenzio, i libri, le sopracciglia, la poesia, i gelati alla frutta, Spike, il pane, albe e tramonti, gli abbracci, il lucernario di max per vedere le stelle, l'ironia, le corde vecchie della mia chitarra, tutto ciò che ha zucchero, i ricordi, biblioteche e librerie, le differenze, il crystal ball, i miei film mentali, il vento, le vecchie cassette, le parole, leggere tra le righe, gli amici, le scatole, Dr.House, i fiori, l'argento, dormire, il cartone, la latta, i treni, Felicity, le debolezze nelle persone, i maglioni giganti, prendere da sola i mezzi pubblici, l'impero romano, immaginare le storie che i passanti si trascinano insieme, perdermi, l'enigmistica, il profumo dell'erba appena tagliata, le altalene, i palloncini, il violino, la scena della Spada nella Roccia in cui il lupo spelacchiato prova ad inseguire Semola, la frutta, i pennarelli, Lorelai Gilmore, Paperinik, i miei casini, preparare regali e biglietti, mio fratello, Angel, il the verde senza zucchero, Spiderman, le cuffie, i folpi, i castori, i bastoni della pioggia, la mia bacchetta magica, la polvere innamorata negli occhi, le mie bestiole dei pomeriggi, Ombretta, sentire all'improvviso il profumo della crema pre-sole, le mucche, le papere, la nonna, i pistacchi, gli arcobaleni, fare regali, i pacchetti, il mojito, fare l'amore, Venezia, le persone che non hanno sempre una ragione per ciò che fanno.


Vorrei conoscere Giorgio Bocca; Tom Waits; Dylan; EM Forster; Guccini; Peter Parker; Sirius Black e Remus Lupin. Babbo Natale.


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Odio il caffé, gli errori ortografici, Studio Aperto, Minzolini al TG1, la slealtà, i midi, il modo di fare impostato, parlare per diminutivi (cià ragà il pa'...), il signor B., la musica tunz tunz, la musica cuore fiore amore, i giovani scrittori maledetti, il monumento a Padova per l'11/9, il freddo, le occhiaie, la tracotanza, l'estrema destra alla cieca, l'estrema sinistra alla cieca, le letterine, il menefreghismo dell'Italia per la scuola, l'invidia, le ostentazioni, le forzature, le pose, le lampade abbronzanti, i gioielli della Brail, il traffico, la notte senza buio, Topolino, il razzismo, il razzismo al contrario, gli spazi chiusi, il Grande Fratello, la scena della Spada nella Roccia in cui Semola-uccellino è imprigionato nella capanna di maga magò, l'ipocrisia, gli intingoli, il beige, gli atteggiamenti, i contatti formali. Le persone che dicono "So come ti senti". Le persone con cui non avevo contatti prima e nel 2006 venivano da me come se fossero sempre stati miei meravigliosi amici ("Come stai?", e pacca sulla splla). Chi molla le cose perché non sono facili. Chi disprezza le cose perché non sono ragionevoli. Chi cerca di tenermi ferma davanti ad un obiettivo fotografico. Chi si autodefinisce poeta. Chi si autodefinisce umile. Alzarmi alle sei. I ragni. Il pensiero lento. Il pensiero rigido. Accorgermi che qualcuno mi fissa per la strada. La meschinità. Chi non si meraviglia. La prosaicità, ovvero: chi non ha almeno un po' di polvere innamorata negli occhi. Non avere Marta.


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